Salvatore D'Anna

Anoressia: un incubo che spesso ha inizio tra i banchi di scuola. Ma se un tempo a dichiarare guerra alla bilancia erano soprattutto adolescenti, oggi gia’ alle elementare il disagio inizia a farsi spazio. Il cibo e’ un nemico, le modelle un ideale da raggiungere. Anche a costo di digiuni forzati. Pensieri da grandi per bambine sempre piu’ piccole. Hanno anche 7-8 anni le anoressiche di oggi, corpicini gracili e un futuro a rischio davanti. "Un bambino su tre, ancor prima di aver compiuto i 12 anni d’eta’, e’ a rischio anoressia". A lanciare l’allarme e’ Fabiola De Clercq, presidente dell’Aba, l’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari (www.bulimianoressia.it).

 

"L’ossessione del corpo perfetto – spiega all’ADNKRONOS SALUTE De Clercq, un tempo anoressica e bulimica, oggi impegnata in prima linea nella guerra contro i disordini alimentari – e’ sempre piu’ precoce, e questo soprattutto perche’ i bimbi assorbono gli stimoli che arrivano dal mondo esterno come spugne. Osservano le loro madri sempre piu’ intente ad andare in palestra e mettersi a stecchetto, adottano dalla tv modelli in cui a vincere e’ sempre la bellezza intesa come eccesso di magrezza. E trasformano in punti di riferimento personaggi che a volte lanciano messaggi capaci di minare il loro equilibrio". Il riferimento, in particolare, e’ alla modella britannica Kate Moss, finita nella bufera nei giorni scorsi per aver inneggiato alla magrezza. "Messaggi pericolosi e controprudenti, di cui davvero non abbiamo bisogno", bacchetta la presidente dell’Aba.

 

Anche perche’ i numeri parlano di una vera e propria epidemia sul fronte dei disturbi alimentari. "Anoressia e bulimia – fa i conti De Clercq – interessano ormai piu’ di 3 milione di italiani. E soprattutto tra i giovanissimi stiamo registrando un vero e proprio ‘boom’".

 

Alle elementari "soprattutto le bimbe, ma anche i maschietti perche’ ormai queste patologie non fanno piu’ differenze di sesso – assicura De Clercq – si scambiano le diete prese a casa e seguite dalle loro madri. A volte non resistono al richiamo delle leccornie, e cosi’ per non ingrassare si provocano il vomito.

 

Sognano di essere ‘magre da morire’ ancor prima di aver spento le 12 candeline sulla torta, spesso gia’ a 8-9 anni. Troppo piccole per capire che "di anoressia si muore – sottolinea la presidente dell’Aba – si tratta infatti della malattia psichiatrica che conta il piu’ alto numero di vittime". Il 15-20% di chi fa i conti con questa patologia, stando ai dati confermati dalla stessa Associazione, perde la vita.

E quando l’anoressia colpisce troppo presto i rischi lievitano e i danni si fanno ancor piu’ grandi. "Se la malattia sopraggiunge prima dello sviluppo – spiega De Clercq – ci sono conseguenze sulla crescita, ma anche maggiori possibilita’ di perdere la propria fertilita’. Le mestruazioni rischiano di non arrivare mai, e le giovanissime anoressiche corrono il pericolo di rimanere in un limbo, eterne Peter Pan che non riusciranno a mettere al mondo figli".

 

 

Il pianeta delle magre a tutti i costi "ha subito un brusco cambiamento di rotta negli ultimissimi anni – riconosce la presidente dell’Aba – il fenomeno e’ piu’ trasversale, oggi colpisce i piccoli ma fa proseliti anche tra le over 50". Donne pronte a tutto pur di veder scendere l’ago della bilancia.

"Compreso il ricorso alle droghe – spiega De Clercq -. Le ragazzine assumono ectasy per reggere il ritmo dello studio e le notti in discoteche. Pasticche che mandano giu’ con l’acqua, niente alcol per non ingurgitare calorie". E anche la cocaina si trasforma spesso in un alleato nella guerra ai chili da buttar giu’. "Un fenomeno, quest’ultimo – riconosce la presidente dell’Aba – diffuso maggiormente nelle donne piu’ avanti con gli anni. La ‘dama bianca’ diventa un’escamotage per liberarsi dell’appetito, e accelerare l’ascesa nell’inferno dell’anoressia".