Giulio Giallombardo

La nuova speranza per chi soffre del morbo di Parkinson arriva dal “dente intelligente” realizzato dai ricercatori dell’Università di Palermo. Per evitare i fastidiosi tremori e la rigidità che la grave malattia neurodegenerativa comporta, basterà posizionare una piccola protesi al posto di un dente del giudizio, capace di rilasciare il farmaco necessario automaticamente.

 

La nuova frontiera della tecnologia farmaceutica sarà presentata domani a Palazzo Steri a Palermo, in Sala Carapezza, a partire dalle 9,30, durante il meeting di lancio del progetto “Home-based Empowered Living for Parkinson’s disease Patiens”, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del primo bando dell’Ambient Assisted Living Joint Program. Il progetto coinvolge l’Università di Palermo e una serie di altri partner spagnoli, tedeschi e israeliani. Il team di ricercatori dell’Ateneo palermitano, composto da Giuseppina Campisi per il dipartimento di Scienze stomatologiche, Libero Italo Giannola per il dipartimento di Chimica e tecnologie farmaceutiche, Roberto Monastero di Neuroscienze chimiche, Ada Maria Florena di Patologia umana, si occuperà di un’applicazione su vasta scala del sistema IntelliDrug, un “dente intelligente” già realizzato col contributo dell’Ateneo palermitano per somministrare farmaci rimpiazzando pillole e iniezioni.

 

Il nuovo dispositivo sarà dotato di un sistema di telecomunicazione in grado di scambiare informazioni con un centro clinico di controllo a distanza per il monitoraggio e la cura di chi è affetto dal morbo di Parkinson. Il paziente indosserà una cintura che, in caso di tremori, invierà un segnale al “dente”. Il dispositivo posto nel cavo orale rilascerà automaticamente la dose di farmaco prevista (Ropinirolo in questo momento) e manderà un segnale anche al centro di riferimento, dove personale specializzato potrà controllare la terapia ed eventualmente regolarla. “Grazie a questa nuova applicazione della telemedicina – affermano i ricercatori palermitani -, il paziente potrà essere assistito nel suo ambiente quotidiano conducendo una vita normale e indipendente”.

 

Il progetto Help durerà due anni, con un finanziamento di quattro milioni di euro per tutti i partner, di cui 547 mila euro (con un cofinanziamento ministeriale) per Palermo. La sperimentazione sull’uomo verrà fatta al Policlinico di Palermo, in Israele e in Spagna.

 

Al progetto, oltre all’Università di Palermo, partecipano Telefónica Investigación y Desarrollo S.A. (Spagna), Fundació Hospital Comarcal Sant Antoni Abat (Spagna), Saliwell Ltd. (Israele), Nevet Ltd (Israele), Telecom Italia S.p.A. (Italia), HSG-IMIT (Germania), Mobile solution group GmbH (Germany), l’Universitat Politecnica de Catalunya (Spagna).