Alessio Ferlazzo

(Andrea Busalacchi) La calvizia androgenetica, cioè la perdita di capelli influenzata dagli ormoni androgeni, si manifesta nel corso della vita nel circa l’75% dei casi per l’uomo, e nel 30% dei casi per la donna(a seguito del calo ormonale); questa sua diffusione, ha fatto si che fosse definita con il nome di Calvizia comune. (Le altre cause di calvizia e i metodi naturali per combatterle, saranno discusse nel prossimo articolo)

La calvizia comune, non è definibile come una vera e propria patologia, e la sua larga diffusione potrebbe farla apparire come una condizione fisiologica naturale (entro certi limiti).

Le cause di tale condizioni sono attribuibili all’azione degli ormoni maschili, in associazione ad una predisposizione genetica dei follicoli piliferi, sensibili all’azione di tali ormoni.

Si è  pensato erroneamente che fossero livelli elevati di questi ormoni, a scatenare tale reazione, mentre proprio questi risultano spesso nella norma, anzi con un decremento della quantità totale, e un aumento di quella libera (cioè la forma attiva e biodisponibile per l’ingresso nei tessuti); in poche parole anche se si produce meno testosterone, la parte di quest’ultimo libera, cioè in grado di svolgere la sua attività, è maggiore.

Perfino Aristotele nel IV secolo a.c. notò che i soggetti che avevano subito una castrazione, non erano soggetti a  calvizie, ma fu successivamente Hamilton negli anni 50, a confermare tali osservazioni, classificandone le tipologie (classificazione poi affinata da Norwood 25 anni dopo).

Vediamo nello specifico cosa accade al livello dei follicoli:

Il testosterone, viene trasformato da un enzima (5 alfa reduttasi, in particolare il tipo 2) in DHT(diidrotestosterone), tale molecola agisce sul follicolo determinando una risposta autoimmune, che porta alla progressiva morte del follicolo.

Nella donna i meccanismo è identico, anche se possiedono circa il 40% di recettori (punti dove gli ormoni agiscono) degli androgeni in meno, e circa la metà-1/3 della quantità totale di 5 alfa reduttasi; questo fa si che la calvizia androgenica femminile sia molto più lenta, in molti casi lieve e generalmente si manifesta dopo la menopausa, o nella fascia di età fra i 35/45 anni.

I trattamenti medici di tali condizioni attualmente possono riassumersi in:

uso di Finasteride (inibitore selettivo della 5 alfa reduttasi di tipo 2) per via orale

uso di Minoxidil (azione poco chiara, agisce come antiipertensivo migliorando l’irrorazione sanguigna) per via topica

Di recente immissione  in commercio, abbiamo la Dutasteride, in grado di inibire i 2 tipi di 5alfa reduttasi (e non uno solo).

Per l’utilizzo di tali sostanze, rivolgersi al proprio medico curante