Enzo Bonsangue

 Se fumi solo una sigaretta ogni tanto, e pensi che non fa male, dovrai ricrederti perche’ anche una sigaretta sporadica fa male, anche i fumatori infrequenti, quindi, rischiano grosso. Non esiste il ‘rischio zero’ quando si tratta di fumo, a qualsiasi livello fa male.

 

E’ quanto sostiene un gruppo di ricercatori del NewYork-Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center diretti da Ronald Crystal. Secondo quanto riferito sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, infatti, i geni attivati nei polmoni dei fumatori si attivano anche in quelli di chi e’ esposto a bassissime concentrazioni di fumo, o perche’ fuma davvero poco o perche’ soggetto a fumo passivo.

 

L’effetto genetico e’ ridotto rispetto a quello osservabile in un fumatore accanito, spiegano i ricercatori, ma non per questo privo di conseguenze per la salute dei polmoni. Gli esperti hanno considerato un campione di 131 persone divise in non fumatori, fumatori, fumatori infrequenti. Poi, con moderni sistemi di analisi del DNA, i ricercatori hanno monitorato i geni attivi e disattivi nelle cellule che rivestono le vie respiratorie e trovato che il profilo di attivita’ genica di fumatori assidui e fumatori infrequenti (coloro che fumano pochissimo o che sono esposti a fumo passivo) e’ praticamente identico, come a dire che non conta quanto fumi, basta poco a ”scombussolare” il delicato equilibrio dell’attivita’ dei geni. ”Cio’ significa – conclude Crystal – che a nessun livello il fumo attivo o l’esposizione passiva sono sicuri per la salute”.