Le speranze di un trattamento contro l’Aids – una sorta di ‘vaccino a posteriori’ – si potrebbero nascondere nel sistema immunitario di una donna di Baltimora che, nonostante infetta da 10 anni, non solo non ha sintomi ma mostra di aver ‘naturalmente’ bloccato per il 90% la replicazione del virus Hiv. Il caso è allo studio degli specialisti anche perché il marito della paziente – contagiato anch’esso da 10 anni con la stessa razza virale – è costretto invece a seguire tutte le terapie farmacologiche disponibili per tenere sotto controllo la malattia. E le sue cellule immunitarie hanno frenato la replicazione virale solo al 30%.

 

 

L’indagine sui due pazienti, pubblicata sulla rivista specializzata ‘Virology’, è la prima a dimostrare "pienamente che esistono dei malati cosiddetti ‘d’elité il cui sistema immunitario riesce a sopprimere il virus". "Sino ad ora – spiega Joel Blankson, autore del rapporto della Johns Hopkins university – si riteneva che questi pazienti avessero un tipo di virus in qualche modo difettoso". La coppia è stata monogama per 17 anni e non vi sono dubbi che sia infettata con lo stesso tipo di virus Hiv, eppure nella donna il virus si è indebolito. "I pazienti ‘d’elité offrono indizi preziosi per la ricerca sui vaccini – ha osservato Blankson – in quanto le loro cellule immunitarie riducono il virus Hiv in uno stato ‘difensivo’ e riuscire a replicare la loro attività significherebbe creare una terapia efficace".