Alessio Ferlazzo

Le case di cura private dell’Aiop della provincia di Caltanissetta hanno sottoscritto oggi un protocollo di legalità per le aziende sanitarie che introduce rigidi criteri di selezione del personale, dei fornitori e dei clienti e che attiva relazioni virtuose con le associazioni di categoria, le istituzioni e le forze dell’ordine. La firma del protocollo tra Aiop nissena e Asp 2 è avvenuta a Gela, nella casa di cura Santa Barbara (nata nel 1966 per volontà di Enrico Mattei all’interno del villaggio Macchitella creato a servizio del petrolchimico), da parte del presidente regionale dell’Aiop, Barbara Cittadini, di quello provinciale, Francesco Crimaldi, e del dirigente generale dell’Asp 2 di Caltanissetta, Paolo Cantaro.

 

L’accordo è stato siglato alla presenza dell’estensore del protocollo, il giurista Giovanni Fiandaca, del presidente della commissione Antimafia dell’Ars, Lillo Speziale, e del presidente dell’associazione antiracket di Gela, Renzo Caponetti. La casa di cura Santa Barbara ha incaricato il Dipartimento universitario diretto da Fiandaca di redigere uno specifico "modello di organizzazione e prevenzione interna" in linea con quanto previsto dal decreto legislativo 231 del 2001 e dalle recenti norme che introducono una precisa responsabilità penale per le imprese in caso di reati di mafia. Il protocollo deriva dal "codice antimafia" redatto nel 2007 da Pier Luigi Vigna, Giovanni Fiandaca e Donato Masciandaro e adottato nel 2009 dal gruppo Italcementi, e in particolare dalla controllata Calcestruzzi, come antidoto alle infiltrazioni mafiose. Il manager dell’Asp 2, Paolo Cantaro, ha annunciato che a breve sottoscriverà un protocollo di legalità con Prefettura di Caltanissetta, Confindustria nissena, Guardia di finanza, Polizia di Stato e Carabinieri, per il controllo sugli ingenti investimenti che si stanno sbloccando per il miglioramento delle strutture sanitarie della provincia: "Quella di oggi è una vera e propria svolta – ha detto – in linea con i programmi che ci siamo dati". Barbara Cittadini, nel ricordare che "é proprio da Caltanissetta che nel settembre del 2007 partì la rivolta antimafia degli industriali siciliani guidati da Ivan Lo Bello", ha spiegato che questo protocollo, importante punto di novità per il sistema sanitario privato, sarà da lei sottoposto al direttivo regionale dell’Aiop perché sia adottato da tutte le associazioni territoriali. "Oggi – ha aggiunto la Cittadini – abbiamo siglato un patto pubblico-privato per lavorare tutti insieme nell’interesse del paziente e del suo bisogno di salute. Siamo orgogliosi che Regione e Asp entrino nelle nostre cliniche per verificare come operiamo. Da qui lavoreremo insieme per contribuire al progetto regionale di riduzione delle liste d’attesa". Cantaro ha annunciato un prossimo protocollo congiunto per adottare nelle sale operatorie la "check list" elaborata dal ministero della Salute per prevenire il rischio clinico. Saranno anche avviate sinergie fra ospedali e case di cura per lo scambio di prestazioni che limiti la mobilità di pazienti verso altri territori.

 

Lillo Speziale ha riferito che "la commissione Antimafia dell’Ars recepirà una parte del protocollo per le aziende sanitarie firmato a Gela, per inserirlo nel testo unico delle norme antiracket che sarà pronto in due mesi e sottoposto all’esame di Sala d’Ercole, con l’obiettivo di rendere il nostro quadro normativo compatibile con quello nazionale e di migliorarlo". "L’iniziativa dell’Aiop va nella direzione di legalità, rispetto delle regole ed efficienza che ho tracciato fin dai primi atti amministrativi e pertanto non posso che salutarla con favore". Lo ha detto l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, commentando il "protocollo di legalità per le aziende sanitarie" firmato oggi a Caltanissetta dall’Aiop provinciale e dall’Asp 2.

 

"Da uomo di legge e delle istituzioni – ha aggiunto Russo – sono felice di riscontrare una sempre maggiore esigenza di legalità e di comportamenti etici nel mondo sanitario a conferma che tutto il sistema, pubblico e privato, deve andare avanti con comportamenti virtuosi, a difesa dei diritti dei cittadini e della qualità delle prestazioni offerte". "Già un anno fa avevo emanato una direttiva antimafia con la quale ho voluto ribadire i valori della legalità – ha osservato – che intendiamo perseguire e porre freno ai comportamenti illegali con l’inserimento, nei contratti, di precise clausole che prevedono l’obbligo di denuncia di pressioni estorsive e usuraie e il rispetto della tutela delle norme di sicurezza sul lavoro e in materia previdenziale".

 

 

Il protocollo deriva dal "codice antimafia" redatto nel 2007 da Pier Luigi Vigna, Giovanni Fiandaca e Donato Masciandaro e adottato nel 2009 dal gruppo Italcementi, e in particolare dalla controllata Calcestruzzi, come antidoto alle infiltrazioni mafiose.

 

Il manager dell’Asp 2, Paolo Cantaro, ha annunciato che a breve sottoscriverà un protocollo di legalità con Prefettura di Caltanissetta, Confindustria nissena, Guardia di finanza, Polizia di Stato e Carabinieri, per il controllo sugli ingenti investimenti che si stanno sbloccando per il miglioramento delle strutture sanitarie della provincia: "Quella di oggi è una vera e propria svolta – ha detto – in linea con i programmi che ci siamo dati". Barbara Cittadini, nel ricordare che "é proprio da Caltanissetta che nel settembre del 2007 partì la rivolta antimafia degli industriali siciliani guidati da Ivan Lo Bello", ha spiegato che questo protocollo, importante punto di novità per il sistema sanitario privato, sarà da lei sottoposto al direttivo regionale dell’Aiop perché sia adottato da tutte le associazioni territoriali.

 

"Oggi – ha aggiunto la Cittadini – abbiamo siglato un patto pubblico-privato per lavorare tutti insieme nell’interesse del paziente e del suo bisogno di salute. Siamo orgogliosi che Regione e Asp entrino nelle nostre cliniche per verificare come operiamo. Da qui lavoreremo insieme per contribuire al progetto regionale di riduzione delle liste d’attesa". Cantaro ha annunciato un prossimo protocollo congiunto per adottare nelle sale operatorie la "check list" elaborata dal ministero della Salute per prevenire il rischio clinico. Saranno anche avviate sinergie fra ospedali e case di cura per lo scambio di prestazioni che limiti la mobilità di pazienti verso altri territori. Lillo Speziale ha riferito che "la commissione Antimafia dell’Ars recepirà una parte del protocollo per le aziende sanitarie firmato a Gela, per inserirlo nel testo unico delle norme antiracket che sarà pronto in due mesi e sottoposto all’esame di Sala d’Ercole, con l’obiettivo di rendere il nostro quadro normativo compatibile con quello nazionale e di migliorarlo".