Alessio Ferlazzo

Bimbo in provetta con sesso a piacere, quasi sempre maschio. E’ la promessa della clinica di fecondazione assistita del dottor Ashraf Sabry, al Cairo, in Egitto, meta di moltissimi genitori che pretendono di scegliere il colore del ‘fiocco’. E quasi sempre lo vogliono azzurro. Magari "perche’ hanno molte figlie femmine e desiderano un maschietto", spiega Sabry sul quotidiano svizzero ‘Le Matin’. Oppure perche’ "hanno assolutamente bisogno di un figlio maschio al quale trasmettere il nome o il patrimonio di famiglia", aggiunge l’esperto, riferendosi alle regole di successione ispirate alle tradizioni piu’ rigorose dell’Islam.

 

E poco importa se il trattamento, basato sulla selezione pre-impianto degli embrioni a seconda del sesso, costa da 3 mila a 4 mila euro. Una cifra inarrivabile per la maggior parte degli egiziani, tanto piu’ se il risultato non e’ garantito al 100%.

 

L’attivita’ di Sabry e colleghi fa discutere e non mancano le polemiche da parte del ‘partito’ dei contrari, musulmani o cristiani copti. Ma il ginecologo Ehab Souleimane assicura che la pratica non contravviene alla volonta’ divina: "Non alteriamo l’equilibrio tra i sessi", dice, anche perche’ "e’ sempre Dio a determinare il successo o
il fallimento della tecnica".

 

Cliniche come quelle di Sabry approfittano del vuoto legislativo sulla fecondazione assistita, proibita o severamente normata in numerosi Paesi. Di recente, diversi deputati egiziani hanno presentato un progetto di legge per regolamentare queste pratiche, vietando la selezione di embrioni fatta per ragioni di "convenienza".

Ma tant’e’. A Sabry i clienti non mancano, anche se in Egitto la situazione e’ ben lontana da quella di nazioni come l’India o la Cina, dove gli aborti selettivi o gli infanticidi compromettono fortemente l’equilibrio demografico, osserva il quotidiano elvetico.

Tuttavia, benche’ il ricorso alla fecondazione assistita in Egitto rimanga abbastanza limitato, il desiderio di concepire un maschio e’ fortemente radicato nella cultura del Paese. Secondo un’indagine ufficiale condotta nel 2007, il 90% degli uomini egiziani afferma di volere un figlio maschio. Addirittura, piuttosto che avere una femmina c’e’ chi preferirebbe non fare figli. Dallo studio e’ risultato anche che 10 mila egiziani avevano chiesto il divorzio perche’ la moglie non aveva dato loro un erede maschio.