Silvia Giuffre'

L’agopuntura, in Cinese Zhenjiu (letteralmente agopuntura e termoterapia), è tra le più antiche forme di cura al mondo, e si basa sull’inserzione e la manipolazione di aghi filiformi in diversi “punti” del corpo.

 

Nata in Cina, l’agopuntura è uno strumento della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che contempla il corpo umano secondo un’ottica olistica, ovvero come un insieme di numerosi "sistemi funzionali".

 

“L’assunto di base della MTC è il concetto che la malattia è causata dalla rottura dell’equilibrio delle funzioni psicosomatiche – spiega il Dott. Vito Marino, esperto di agopuntura e responsabile dell’Ambulatorio di Agopuntura dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo – e dalla normale circolazione delle sostanze del corpo: sangue, liquidi e qi (energia vitale del corpo)”. Mediante l’azione degli aghi, della pressione e del calore, l’agopuntura è in grado di “normalizzare il flusso dell’energia”, poiché il dolore e le malattie non sono altro che un “blocco” o stagnazione di tale flusso.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), Il Centro Nazionale per la Medicina Complementare e Alternativa (NCCAM) dell’Istituto Nazionale per la Salute (NIH) degli USA, l’Associazione Medica Americana (AMA) e altre organizzazioni ufficiali e governative hanno studiato in modo approfondito e indicato l’efficacia dell’agopuntura secondo la cosiddetta Scienza EBM (Medicina Basata sulle prove di Efficacia).

 

“Vi sono sufficienti evidenze che l’agopuntura sia efficace nel trattamento della nausea e la lombalgia cronica, per la cervicalgia e il mal di testa, e in moltissime altre condizioni patologiche, trattabili senza l’ausilio di terapie invasive – continua il Dott. Marino – ed appare dunque quanto mai auspicabile in un prossimo futuro, l’interazione e la collaborazione scientifica tra la Medicina Occidentale e la MTC. La casistica è numerosa e i risultati sono incoraggianti”.

 

La terapia combinata, infatti, le cui tecniche sono in via di ottimizzazione e misurazione oggettiva, è senza dubbio migliore dei singoli trattamenti, anche e soprattutto in casi di malattie gravi o tumorali.

 

Secondo questo principio anche la bellezza della pelle è dunque strettamente correata alla salute dell’intera persona.

 

Ed un’ultima novità dei ricercatori è proprio la “facial acupuncture”. L ‘agopuntura per il viso, che sembrerebbe una potenziale alternativa al botox. I suoi risultati sono complessivamente più lenti, ma d’altra parte non comportano alcun effetto indesiderato.

 

Gli aghi, posizionati sui meridiani del viso, favorirebbero il fluire di energie bloccate, stimolando la produzione di collagene e migliorando il tono muscolare e l’aspetto complessivo del viso. L’agopuntura del viso stimolerebbe anche la reazione di “autocura” della pelle: sollecita la circolazione del sangue, potenzia l ?ossigenazione, migliorando la lucentezza ed eliminando più velocemente le tossine.

 

Attraverso questa tecnica i fibroblasti (cellule tipiche e numerose del tessuto connettivo) comincerebbero a produrre il collagene, con effetti immediatamente visibili sullo stato superficiale della pelle. Attraverso una leggera manipolazione degli aghi inoltre, verrebbero stimolati i muscoli di contorno occhi, fronte, guance e mento.

 

Suddetto trattamento andrebbe completato con un massaggio facciale.

Il massaggio cinese del viso è infatti un’altra tecnica gradevole e molto efficace, ancora poco consciuta in occidente, che incrementa l’apporto di sangue nei muscoli, nutrendo e milgiorando il tono muscolare e dei tessuti e migliorando la circolazione linfatica. L’effetto del massaggio – secondo il principio della MTC- si estenderebbe inoltre agli organi interni, in relazione coi punti trattati.

 

La “facial acupunture” appare dunque una valida alternativa al lifting in grado di attenuare gradualmente ma intensamente le rughe, riducendo le imperfezioni cutanee e migliorando l’idratazione e la luminosità della pelle. Una perfetta combinazione insomma tra trattamento estetico e trattamento del benessere, che non si baserebbe come per il botox sul riempimento delle rughe, bensì sulla distensione di esse.

 

Un processo senza dubbio molto più naturale, non doloroso e, a dirla tutta, anche meno dispendioso (un ciclo di trattamento è in genere di 8-10 sedute, effettuate a ritmo settimanale), già adottato da alcune celebrità statunitensi come terapia per mantenersi giovani e in salute in modo naturale, senza ricorrere ad interventi chirurgici.