Una nazionale "di qualita’" che punti sui giovani ma anche sui leader dell’Italia che fu, aperta agli oriundi e gia’ con un capitano ‘in pectore’: Gigi Buffon. E’ questa la nuova Italia che ha in mente Cesare Prandelli. Il neo-ct azzurro, 52enne di Orzinuovi, ha firmato ieri un quadriennale ed oggi e’ stato presentato allo stadio Olimpico di Roma, affiancato dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. Definito anche lo staff che lavorera’ con lui: il vice Pin, il preparatore atletico Venturati, il consulente tecnico Casellato e il preparatore dei portieri Di Palma. Il debutto e’ fissato per il 10 agosto al Craven Cottage di Londra, lo stadio del Fulham. Primo test: la Costa d’Avorio di Didier Drogba. Il primo compito: voltare pagina e far dimenticare in fretta il ‘flop’ del Sudafrica. Senza cancellare il lavoro del predecessore Marcello Lippi, "un ct che resta campione del mondo e che lascia in eredita’ cose positive", ha detto Prandelli. "Con Marcello ho parlato prima del Mondiale e gli ho detto che se ci vuole ripensare un posto io lo trovo sempre", ha scherzato. "Ci siamo risentiti anche quando e’ tornato e ci dovremmo vedere la prossima settimana. Per quanto riguarda il programma l’idea e’ non tanto seguire i ritiri ma le prime amichevoli e uscite ufficiali. Non ho ricette, se non la voglia d’iniziare una nuova avventura pensando di non trovare solo problemi ma anche cose importanti”, ha aggiunto.
Del gruppo storico della nazionale campione del mondo resta il punto fermo Buffon: "Voglio affidargli la fascia di capitano agli Europei", ha anticipato Prandelli. E poi Daniele De Rossi, "che ha tutte le caratteristiche per essere il leader di questo gruppo, come anche Andrea Pirlo". Quanto a Francesco Totti, "il rapporto con lui e’ straordinario ma in questo momento non sto pensando a Francesco. Non vorrei arrivare a giocare la partita della vita ed essere costretto a chiamare i grandi giocatori". L’elogio ad Antonio Cassano e’ piu’ che un’apertura: "L’ho visto molto sereno e maturo anche grazie a Carolina, sua moglie". Ma ha avvertito: "Le convocazioni saranno fatte su basi meritocratiche, conta anche la dignita’ e il rispetto dei ruoli. Io comunque voglio portare in nazionale giocatori di qualita’". E Mario Balotelli? "Non lo conosco e non posso dare giudizi. Posso solo dire che i ragazzi giovani hanno sempre paura di crescere e il consiglio che gli posso dare e’ di vivere in modo sereno questa professione privilegiata". Ma Prandelli sembra intenzionato a pescare dal bacino dell’Under 21, cercando di conciliare gli impegni delle due nazionali: "Faremo una riflessione su questa situazione, ci sono delle esigenze importanti su cui dobbiamo riflettere sia per l’under 21 che per la nazionale maggiore".
Nella nazionale di Prandelli c’e’ posto anche per gli Amauri e i Thiago Motta. Basta il passaporto italiano: "Se hanno la cittadinanza e giocano benissimo non vedo perche’ non si possono convocare". Idee nuove, ma poco tempo per metterle in pratica. A settembre si fa sul serio con le qualificazioni europee: "Vogliamo ribaltare le situazioni negative in positive e dimostrare che il Mondiale e’ stata solo una parentesi. L’obiettivo e’ arrivare agli Europei con una squadra che abbia una prospettiva importante. Questo e’ il punto piu’ alto della mia carriera e voglio riportare la nazionale nel posto che le compete, fra le prime quattro del mondo". Ai club ha chiesto di "tornare ad investire sul settore giovanile, e’ il futuro del calcio. Arrivo da una societa’ che ha investito molto su questo", ha ricordato riferendosi alla Fiorentina. E’ ancora presto per parlare di moduli, ma Prandelli ha una certezza: "Non parto con un modulo rigido ma voglio dare la possibilita’ ai giocatori di esprimersi nel loro ruolo…". Caratterialmente, sembra distante anni luce da Lippi: "Sono in Nazionale perche’ molti altri miei colleghi piu’ blasonati e vincenti hanno una panchina e un contratto, ero una delle persone libere e ho accettato in un secondo", ha spiegato oggi con grande modestia. Il suo modello? "Mi ispiro a Enzo Bearzot, per me e’ stato e sara’ sempre un punto di riferimento straordinario".
