”E’ un anno di transizione. Sono contento se rimaniamo nel lato sinistro della classifica”. Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, analizza cosi’ l’annata della formazione rosanero. La squadra, reduce da due vittorie, si e’ sistemata nelle zone medio-alte della classifica. ”Venivamo da un ciclo di 5-6 anni, sono andati via calciatori importanti e abbiamo dovuto ricominciare con un’altra base. Non e’ facile ripartire”, spiega il patron a Radio Anch’io Sport su RadioUno.
Il Palermo ha ceduto in estate Antonio Nocerino al Milan per 500.000 euro e per meta’ del cartellino di un giovane calciatore: il centrocampista e’ uno dei protagonisti della stagione rossonera.”Io lo avevo pagato 8 milioni prendendolo dalla Juventus. Sicuramente Nocerino e’ stato svenduto, qualche rammarico c’e’. Ma non avrebbe prolungato il contratto e sarebbe comunque andato via. Sta giocando benissimo, ma vicino a Ibrahimovic probabilmente giocherei bene anche io”, dice Zamparini. ”Il contratto in scadenza viene usato per puntare a ingaggi sempre piu’ alti, d’altronde questo calcio e’ dominato dai procuratori”, osserva prima di rispondere alle domande sul mercato invernale che chiude tra poche ore. ”Ci e’ stato proposto Iaquinta, ma non ci serve. D’altronde, in attacco abbiamo appena ceduto Pinilla proprio perche’ non aveva spazio Non faremo nulla, stiamo lavorando sui giovani per il futuro”, dice ancora.
Il mercato di gennaio e’ stato dominato dall’inseguimento del Milan al Carlos Tevez. La societa’ rossonera, a quanto pare, ha abbandonato la trattativa per l’attaccante argentino del Manchester City. ”Non riesco a capire: Tevez costerebbe al Milan qualcosa come 11 milioni netti a stagione. Penso che alla fine Tevez vada al Paris Saint-Germain”, dice Zamparini. Una battuta dedicata alla situazione della Lega: ”Sono disperato. La Lega non esiste, siamo 20 societa’ senza una politica. Spero che si trovi una soluzione a breve, ma io sono scappato. Non posso accettare che qualcuno provi a sfruttare l’immobilismo. Li’ serve un manager capace, servono regole certe. Ora, invece, e’ un campo di battaglia”.
