Salvatore D'Anna

L’Ars ha approvato il ddl sul credito d’imposta. La legge è stata votata all’unanimità, 54 deputati presenti a Sala d’Ercole e 54 voti favorevoli. Le piccole e medie imprese siciliane tirano un respiro di sollievo grazie all’approvazione all’unanimità della legge sul credito di imposta da parte dell’Assemblea regionale siciliana”, dice l’assessore all’Industria, Marco Venturi che aggiunge: "Si tratta di una legge attesa che finalmente vede la luce grazie all’impegno dell’intero parlamento siciliano. Con i circa 600 milioni del credito di imposta si concede alle aziende uno strumento avanzato che favorirà – conclude – nuovi investimenti per l’insediamento di nuove realtà produttive o l’aggregazione e la crescita delle imprese siciliane".

 

“Questa legge -  dice l’assessore regionale al Bilancio, Roberto Di Mauro -  introduce un meccanismo di fiscalità compensativa per chi intende investire in Sicilia, favorendo anche i processi di aggregazione delle imprese esistenti. Le dimensioni ridotte di molte imprese siciliane, infatti, sono un elemento di debolezza per la competitività sui mercati. Con questa legge, investire in Sicilia diventa conveniente perché si abbattono gli oneri fiscali. Siamo pronti a rimodulare il Par Fas per reperire ulteriori risorse, rispetto ai 600 milioni attualmente previsti sul Fas, se dovesse rivelarsi necessario”.  

 

“Prendiamo atto con soddisfazione che, dopo il voto favorevole in Commissione, anche in Aula si sia ritrovato il buonsenso, approvando un testo da tempo atteso dai settori produttivi dell’Isola”, affermano Francesco Musotto e Nicola D’Agostino, presidente e vice presidente del gruppo parlamentare Mpa  all’Assemblea Regionale Siciliana. “Ci auguriamo infine che la stessa responsabilita’ e la stessa celerita’ si possano registrare in Commissione Bilancio per procedere rapidamente all’approvazione delle prossime scadenze , Dpef, consuntivo ed assestamento”.

 

"Nella sessione di bilancio ci impegneremo per aumentare lo stanziamento a copertura delle nuove norme sul credito d’imposta che danno vigore alle imprese siciliane", dicono Rudy Maira e i deputati Toto Cordaro, Nino Dina e Pippo Gianni dell’Udc. "Chiediamo ora al governo regionale – aggiungono i parlamentari Udc – di dare piena attuazione al regime di abbattimento delle tasse, non vorremmo che la legge si impantani come è già successo per gli aiuti alle imprese giovanili e femminili ed alle aziende che investono sulla ricerca. Questo rischio purtroppo è sempre concreto per il governo di Raffaele Lombardo che senza maggioranza rimane incapace di realizzare alcunché".

 

“La legge sul credito di imposta può essere determinante, e l’abbiamo fortemente voluta: l’importante però è dare certezza sulla quantità di risorse che saranno utilizzate, perché non possiamo correre il rischio di deludere le aspettative”, commenta Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all’Ars. "In questa fase bisogna avere la forza di investire e preparare gli strumenti per farci trovare pronti quando la crisi sarà passata: proporre una legge-manifesto, incapace di incidere sul tessuto produttivo siciliano, rischia di essere non solo un’occasione perduta, ma un colpo micidiale per la nostra economia. Il governo – conclude Cracolici – continua ad annunciare che le risorse per la legge saranno prelevate dai Fondi Fas, che però stanno diventando come i ‘carri armati di Mussolini’: sempre gli stessi, spostati da una parte all’altra”.

 

"Questo importante risultato deve costituire per il governo della Regione un punto di partenza in quanto resta il nodo della programmazione comunitaria che si muove con estremo ritardo e che rischia di determinare la restituzione di oltre 300 milioni di euro che verranno sottratte al circuito economico della Sicilia", dice Salvino Caputo del Pdl.