Salvatore D'Anna

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, partecipando ad un convegno organizzato sui servizi pubblici, ha espresso forte preoccupazione rispetto alla proposta avanzata da qualche esponente del governo nazionale, di approvare, martedì prossimo al Senato, una norma che farebbe venire meno gli effetti dei contratti conclusi dalla Regione Siciliana con gli operatori che gestiscono i servizi di trasporto pubblico locale. "Il trasporto pubblico locale in Sicilia – afferma Lombardo – per come funziona oggi, è senza alternativa, sia per la capillarità della sua organizzazione, sia per l’obsolescenza ed inefficienza di un sistema ferroviario che perderebbe la competizione anche con le ferrovie abissine di epoca coloniale". "La norma che si tenta di adottare – ha proseguito – oltre che contraddire un regolamento comunitario, che consente di far valere i contratti sottoscritti di recente per almeno altri cinque anni, avrebbe effetti devastanti per gli utenti, per le aziende che sono un centinaio, per i lavoratori, circa quattromila, molti dei quali sarebbero condannati alla disoccupazione, nonché per il bilancio della Regione". "Quest’ultima – ha concluso – sarebbe esposta al rischio di dover pagare agli operatori del trasporto pubblico locale i danni subiti per la cessazione dei contratti e non potrebbe più godere delle tariffe vigenti, che sono le più basse d’Italia". Lombardo, infine, ha rivolto un appello ai ministri Matteoli, Ronchi e Fitto, nonché ai parlamentari per impedire che una forzatura legislativa penalizzi ulteriormente imprenditori e cittadini".

 

L’Anav Sicilia, associazione delle aziende private del trasporto pubblico locale, condivide la posizione assunta dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, contro la proposta, presentata in Senato per essere discussa martedì, che provocherebbe la revoca dei contratti in deroga fra la Regione siciliana e le imprese private stipulati per proseguire temporaneamente la gestione delle autolinee in concessione. "Un simile provvedimento – dice il presidente dell’Anav Sicilia, Antonio Graffagnini – causerebbe la rescissione ingiustificata di contratti legittimi adottati in base ad una norma europea; farebbe chiudere le nostre aziende; e ci costringerebbe ad avviare un contenzioso per chiedere alla Regione il risarcimento dei danni, quantificabile in almeno cento milioni di euro". Aggiunge Graffagnini: "La Regione siciliana, assieme ad altre otto Regioni italiane, in materia di trasporto pubblico locale era assai arretrata rispetto al nuovo obbligo di legge di bandire le gare per l’affidamento delle concessioni al libero mercato. Per tali situazioni la norma europea prevede un periodo transitorio, che è stato concesso e sulla cui base, avendo la Regione prorogato i contratti in essere, le nostre aziende hanno programmato la loro attività per i prossimi cinque anni facendo investimenti e assunzioni. Adesso tutto finirebbe all’improvviso e sarebbe una catastrofe, col solo risultato di favorire i grandi gruppi stranieri".