Comunque vada a finire, e auspichiamo che finisca bene, finalmente si farà chiarezza su ciò che i partiti vogliono e non vogliono. Abbiamo la possibilità di sapere, ed era l’ora, come stanno le cose e giudicare con la nostra testa. Ci sono in ballo cambiamenti che potrebbero fare rinascere il Paese? Impossibile prevederlo, ma sicuramente ci farebbero uscire dalla stagnazione, da una condizione paralizzante, segnata dalle volontà prevalenti di lobby, piccole e grandi, che fanno il bello ed il cattivo tempo. Fare cadere le barriere protettive innalzate dalle corporazioni non è roba di poco conto. Finora non c’è riuscito nessuno, nemmeno chi aveva forti stimoli, come Pier Luigi Bersani che delle “lenzuolate” aveva fatto un motivo d’onore.
Appena arrivato, Mario Monti, che gode della fama di avere messo in ginocchio, non proprio in verità, Bill Gates, facendogli pagare una multa stellare quand’era commissario europeo, dovette calarsi le braghe, soprassedere insomma, sulla questione dei tassisti, che si rivelarono meglio messi di uno degli uomini più potenti del pianeta. Ignazio La Russa avvertì il presidente del Consiglio che era meglio se ne stesse acquattato perché i tassisti non andavano toccati. Si trattava solo di aumentare il numero delle licenze per permettere ai romani ed ai turisti di trovarne uno quando ne hanno bisogno. Figuriamoci con i notai, i farmacisti, gli avvocati, le edicole. Semaforo rosso.
Di buono c’è che ora si capisce come va il mondo. Sul Giornale di Berlusconi troviamo il vademecum. Nell’edizione di martedì 10 gennaio, l’editoriale a firma di Vittorio Feltri, spiega perché loro stanno con le farmacie, taxi ed edicole. Il giorno prima e quello prima ancora hanno spiegato perché stanno con i possessori di Ferrari che evadono le tasse a Cortina. E ancora prima, hanno spiegato perché non è opportuno gravare di oneri fiscali i possessori di yacht. Quando si vogliono salvare le corporazioni – a proposito, sono loro i poteri forti? – una motivazione si trova sempre. Per i blitz della Guardia di Finanza si è ricorso alla necessità della sobrietà. Perché tanta spettacolarizzazione mediatica? Tutto fumo e niente arrosto, lamentano. Ma è così che la gente ha capito che si vuole fare sul serio.
Evasione, corporazione, corruzione: è il trittico che sottende quello, aulico, del rigore, crescita ed equità. Stando alle parole di Monti ed a quelli del sottosegretario Catricalà il tempo delle liberalizzazioni è arrivato. Non sarà una passeggiata per i professori. Si giocano la credibilità e il posto. Comunque vada. Tuttavia, ci danno la possibilità di capire. E’ importante…
