Michele Santoro è un duro. Puoi non condividere le sue idee, il suo giornalismo barricadiero, le sue “travagliate”, la testarda difesa delle sue prerogative, ma la tenacia, determinazione e indipendenza di giudizio non puoi fare a meno di apprezzarla. Il panorama non offre caratteri così forti, perciò teniamocelo essendo una specie in via d’estinzione e facciamo pazienza anche quando non ci piace e non la pensa come noi. C’è bisogno di citare la frase trita e ritrita di Voltaire? No, non c’è bisogno. Bisogna battersi perché chi non ha le nostre opinioni, possa esprimerle sempre e comunque.
Dopo avere appreso che il consiglio di amministrazione della Rai ha sospeso i talk show fino al voto, secondo le indicazioni della Commissione parlamentare di vigilanza, Annozero non chiude battenti nemmeno per una settimana. Come? Andrà in piazza, cercherà una qualsiasi location adatta per potere mandare in onda il programma. Non potrà servirsi della Rai, naturalmente, ma ricorrerà alla radio, alla rete, qualunque cosa permetta di realizzare la “puntata” di Annozero. Secondo Michele Santoro le decisioni del Cdm Rai non rispettano la legge, non il contrario. Il regolamento non rispetta la par condicio, sostiene il conduttore, sovrappone le regole dell’informazione politica ai programmi Rai. In definitiva applica una normativa nata per l’informazione politica a ciò che non lo è.
