Il 61 per cento degli italiani vuole che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dimetta, il 33 per cento invece chiede che rimanga al suo posto. Ma il 59 per cento crede che non si vada alle elezioni anticipate.
Il sondaggio dell’Istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli, presentato nel corso di Ballarò martedì sera su Rai 3 ha lasciato basito il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ospite di Giovanni Floris. Sacconi ha letto il “verdetto” di Euromedia Research, diretto da Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia del premier, secondo cui Berlusconi vanta una fiducia del 51 per cento, dato che Pagnoncelli non ha contestato ma che ha giudicato un indicatore non comparabile con il suo. Euromedia Research, è stato precisato, utilizza un ventaglio che va dall’uno al cinque e quindi è come se fosse stato dato un voto di “cinque” sulla pagella del presidente.
Ma la polemica non è tutta qui.
Il ministro ha denunciato l’inattendibilità dell’Ipsos, suscitando una reazione, composta ,a determinata, di Pagnoncelli. Sacconi è stato invitato a rileggersi i dati delle ultime competizioni, nelle quali l’Ipsos ha rilevato più correttamente di altri istituto demoscopici i risultati elettorali. Ed ha avvertito che, comunque, si tratti di intenzioni di voto e non di un voto rilasciato nell’urna, In più, ha invitato gli ospiti di Ballarò a tenere in gran conto un dato assai significativo, più del 40 per cento dichiara di volersi astenere dal voto.
Il restante 60 per cento, secondo l’Ipsos, ha manifestato la volontà di esprimere il proprio consenso al Pdl per il 27,6 per cento, al Pd per il 25,8, alla Lega Nord per l’11,5, a Sinistra e Libertà per il 9,7 per cento e l’Idv per il 6,8, per citare i maggiori schieramenti.
Ma i dati più sorprendenti vengono dai numeri sulle coalizioni: il centrosinistra raggiunge il 41 per cento, sorpassando il centrodestra che si attesta al 38,7 per cento, mentre il Terzo Polo mantiene il 17,8 per cento. Se i risultati fossero questi, ha precisato il Presidente dell’Ipsos, Pagnoncelli, il centrosinistra guadagnerebbe la maggioranza alla Camera, ma non al Senato. Inoltre, i partiti centristi, individualmente non raggiungerebbero il 17,8 per cento, ma perderebbero consensi.
Ove si arrivasse ad una grande alleanza di partiti anti-centrodestra, con centristi, centrosinistra e sinistra collegati, l’alleanza otterrebbe il 51,3 per cento ed il centrodestra il 44,2 per cento.
Imprevedibili anche altri “verdetti”. Nel caso di una sfida fra leader, Pierluigi Bersani batterebbe Berlusconi di molte lunghezze (43 a 32 per cento), e Vendola riuscirebbe a sconfiggerlo seppure di un punto percentuale (32 a 31 per cento).
Sulle intenzioni di voto non pesa, secondo l’Ipsos, il Rubygate. E se venissero fuori le foto hard del premier? È stato chiesto ai partecipanti al sondaggio. Il 28 per cento crede che non accadrebbe nulla, il 22 per cento sospetta una manipolazione, il 18 le giudica una prova ed il 16 per cento, addirittura, una prova definitiva.
