I siciliani quanto contano? Poco, molto o per nulla? E dove hanno voce in capitolo? Nella finanza, nella politica o nell’informazione? Quali sono gli strumenti per giudicarne il potere? E la loro capacità di incidere sugli eventi riguarda solo un settore o l’ombra si allunga in più settori?
Si ragiona sui luoghi delle decisioni, mai sugli uomini che decidono, come se si avesse una sorta di ritrosia ad affrontare il problema. Si teme di sbagliare, si teme di fare torto, si teme anche di occuparsi di banalità, perché ogni tanto c’è chi mette nero su bianco e propone classifiche, “comunità” di potenti e superpotenti, dove troviamo dentro un sacco di gente: banchieri, imprenditori insieme a fotografi e scrittori. La celebrità, le abilità, il patrimonio sono solo “spie” del potere, ma non il potere.
Vogliamo, dunque provare a scovare il siciliano che ha la stanza dei bottoni più efficiente? Lo facciamo con il vostro aiuto, i suggerimenti, i consigli, le informazioni. Non basta, naturalmente, indicare un nome, occorre spiegare perché quel nome è importante.
Cominciamo a farli noi, alcuni nomi: Giovanni Pitruzzella, Gianni Puglisi, Angelino Alfano, Ivan Lo Bello, Raffaele Lombardo, Mario Ciancio, Massimo Russo, Gaetano Armao, Giuseppe Lumia, Anna Finocchiaro, Renato Schifani, Francesco Cascio, Roberto Lagalla, Gaetano Miccichè, Gianfranco Miccichè.
La lista potrà allungarsi ed alla fine, sulla base delle vostre segnalazioni, eleggeremo il più influente. E gli chiederemo se è dello stesso vostro avviso.
Non vi diamo, a ragion veduta, il cursus honorum e gli incarichi di ognuno, desideriamo che siano i nostri lettori a scoprire di quali bottoni di comando dispone la stanza e valutare quindi l’entità del potere. Una volta portata a termine la ricerca ne sapremo sicuramente di più su come stanno le cose in Sicilia. Non credete?
