Silvio in giro per il mondo, Gianfranco pure. Pura coincidenza? E chi lo sa, ormai non si può dire niente di definitiva quando si parla dei cofondatori del Pdl. Una concorrenza spietata oppure la voglia di esserci sempre e comunque? Il presidente del Consiglio ha partecipato a Toronto al G8 e poi al G20, poi è volato da Lula, in Brasile dove l’attende la spinosa questione Battista da affrontare. Naturalmente ha fatto parlare di sé perché ha invitato gli italiani a scioperare contro i giornali che, a suo avviso, non ne hanno imbroccata una su ciò che si è detto e fatto a Toronto. Bugie, solo bugie. La lezione che la stampa si merita, dunque, è lo sciopero dei lettori. Significa che le televisioni e le radio hanno indovinato tutto e i giornali hanno raccontato menzogne?
A sentire il presidente del Consiglio, pare proprio di sì. Le notizie giuste li avevano i giornalisti radiofonici e televisivi, quelle sbagliate i cronisti del “cartaceo”. Naturalmente non è così, le notizie sono filtrate, sono state interpretate e poi commentate. Ognuno l’ha faoto a suo modo, come accade da quando esiste l’informazione. Solo che al premier non sono affatto piaciute ed appena avuta l’occasione si è vendicato della informazione cartacea, che non “sente” vicina a lui, suggerendo un impossibile sciopero dei lettori.
Qualcuno ha provato ad immaginare che cosa succederebbe. Verremmo a sapere tutto attraverso le reti Mediaset, di proprietà del Presidente del Consiglio, e i network della Rai, il servizio pubblico legato mani e piedi alla politica. Non sarebbe certo una informazione pluralista, ma è questa l’informazione che il premier sembra privilegiare. Pazienza.
Altra ragione di chiacchiere, la dama bianca, una bella fanciulla di ventotto anni, che aveva desiderio di partecipare al vertice dei Grandi della terra e di stringere la mano di Obama. Silvio Berlusconi l’ha accontentata. Si trattava, tutto sommato, di un desiderio innocente, che tante ragazze hanno e non possono realizzare. Il fatto è che Federica Gagliardi, questo il nome della bella fanciulla, ha partecipato al G8 viaggiando con l’aereo presidenziale, facendo parte della delegazione italiana. A che titolo, si sono chiesti i “benici” di Berlusconi? Prevedibile, no? Ma il premier fa quello che sente di fare, senza preoccuparsi delle conseguenze mediatiche. Poi magari se la prende con i “bugiardi” della carta stampata, autori di gossip.
Altra storia per il presidente della Camera, Gianfranco Fini che si è recato, ancora una volta, in Israele dove ha cercato di “bilanciare” gli umori favorevoli e sfavorevoli verso Israele. Roba complicata, ma Fini ci tiene a tornare da quelle parti. È lì che cominciò, proprio in Israele, il suo cammino verso il centro moderato e la rielaborazione critica della cultura di destra in Italia. Fiuggi e dintorni, insomma. Ricordate la clamorosa ammissione del nazifascismo come male assoluto?
Da ministro degli Esteri, Fini ha mantenuto dritto il timone: buone relazioni con Israele e attenzione verso i bisogni dei palestinesi.
Da Israele alla Tunisia. La visita ufficiale del presidente della Camera Gianfranco Fini in Tunisia, su invito del suo omologo Fouad Mebazaa, è stata sobria e priva di intoppi. La terza carica dello Stato incontra il presidente della Repubblica Ben Ali, il primo ministro Mohamed Ghannouchi e il neo ministro degli Esteri Kamel Morjane. Quindi inaugura una mostra proveniente dalla Galleria Sabauda di Torino.
Gianfranco Fini in Tunisia non fa notizia, Silvio Berlusconi fa notizia sempre e comunque. Ma non sempre fare notizia è buona cosa.
