“Sulla vertenza Sicilfiat il governo regionale non ha saputo, o non ha voluto, inquadrare la problematica relativa all’annunciata dismissione dello stabilimento secondo la logica delle relazioni industriali. Anziché offrire soldi, il governo siciliano avrebbe dovuto chiedere quali opere era necessario realizzare per sostenere l’indotto e mantenere uno standard analogo agli altri stabilimenti che producono auto per il gruppo del Lingotto”.
Lo affermano Rudy Maira e Pippo Gianni, rispettivamente capogruppo e deputato dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana. “Invece, assistiamo da settimane a colpi di fioretto – aggiungono Maira e Gianni – tra il presidente Raffaele Lombardo e lo stesso amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne che non porteranno a niente di buono, anzi alimenteranno un teatrino “pseudo-politico” a tutto danno dei lavoratori siciliani e dell’indotto di Termini Imerese”. “Il presidente Raffaele Lombardo – concludono Rudy Maira e Pippo Gianni – su questa vicenda sta dimostrando di non avere
interlocuzione con il presidente Berlusconi, tant’è che con il ministro Scajola non è riuscito a fermare gli incentivi che lo Stato darà a Fiat consentendo a Marchionne di fare shopping di case automobilistiche in giro per il mondo”.
