Salvatore D'Anna

Le imprese che lavorano in Sicilia hanno diritto a pagare una contribuzione previdenziale che tenga conto delle oggettive condizioni dell’isola dichiarata zona "ultra svantaggiata" e frontaliera. Lo afferma una sentenza della Corte di Cassazione che ha accolto appositi ricorsi presentati da 33 aziende dell’Arsecao, l’associazione del settore agro-industria aderente a Confindustria Catania che dà notizia della decisione della Suprema Corte. Le istanze, presentate nel 2001, erano state respinte sia in primo grado che in appello. La Cassazione, invece, accogliendo la tesi di Arsecao-Confindustria, rappresentata in giudizio dall’avvocato Giuseppe Guerrera Grimaldi, ha deliberato il diritto delle imprese a vedersi riconosciuto il trattamento previsto dalla normativa comunitaria per le zone particolarmente svantaggiate e cioé l’applicazione di specifiche provvidenze e agevolazioni contributive. "Soddisfazione per il risultato raggiunto" è stata espressa dal presidente di Confindustria Catania Domenico Bonaccorsi di Reburdone e dal presidente dell’Arsecao, Vito Ruggieri, sottolineando come "nei nove anni trascorsi dall’inizio del giudizio, per far valere i propri diritti, le aziende abbiano dovuto subire danni rilevantissimi".