Dario La Rosa

"Un avanzo di gestione di 26 milioni di euro per il 2009, 445 milioni di premialità che arriveranno in Sicilia grazie al fatto che abbiamo ottemperato a tutti gli adempimenti richiesti dal Piano di rientro". Lo afferma l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo commentando le conclusioni del Ministero dopo la verifica trimestrale che si è svolta martedì scorso a Roma.

"Ora sarà più chiaro a tutti che la politica a del rigore era necessaria e che comincia a produrre effetti positivi – dice – per i cittadini siciliani e che ci consentirà di ridurre le tasse a partire dal prossimo anno".

"Ed ancora altri 500 milioni di euro – aggiunge – che riusciremo a sbloccare in pochi mesi, quando entreranno a regime gli ultimi provvedimenti adottati: ecco il frutto del nostro duro e rigoroso lavoro di risanamento dei conti e di riqualificazione del sistema sanitario".

Per Russo: "E’ un risultato che credo debba inorgoglire i tanti siciliani che hanno seguito con interesse e partecipazione il nostro lavoro".

"La certificazione del ministero è la risposta più qualificata a chi continua a polemizzare strumentalmente sul nostro operato, – osserva – negando perfino l’evidenza e cercando ancora di ‘tirarmi per la giacca’ per ottenere qualche posto letto in più o chiedendo deroghe a un provvedimento come la rimodulazione della rete ospedaliera, che ha già ottenuto il pieno apprezzamento da parte dell’agenzia ministeriale: o, peggio ancora, cercando di far credere alle comunità locali che stiamo tagliando servizi quando la realtà dei fatti è che stiamo disegnando una sanità più efficace, più efficiente, più moderna".

"Stiamo recuperando cifre enormi che potranno essere reinvestite nella sanità per potenziare i servizi e offrire maggiore qualità ai siciliani – aggiunge Russo – Stiamo recuperando anche tanta credibilità a livello nazionale perché la Sicilia è l’unica regione meridionale, fra quelle sottoposte al Piano di rientro, che ha veramente cambiato rotta nonostante l’azione di risanamento fortemente voluta dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, sia partita con un anno di ritardo rispetto alla firma del Piano di rientro. Mentre altre regioni saranno costrette a utilizzare i fondi Fas per ripianare i debiti noi potremo alleggerire la pressione fiscale dei siciliani".

"Dal verbale ministeriale appare chiaro – dice Russo -, come ho sempre detto, che non è ancora finita l’emergenza. Dovremo continuare sulla strada della riorganizzazione, accompagnare la riforma sanitaria affinché tutti i provvedimenti strutturali vadano a pieno regime e programmare gli adeguati investimenti per dare alla Sicilia, strutture più idonee e apparecchiature tecnologiche più qualificate".

"Faccio un richiamo al senso di responsabilità della classe politica e di tutte le istituzioni regionali – osserva l’assessore -. I successi che la sanità siciliana sta ottenendo, avranno ripercussioni positive su tutta la Sicilia e spero di poter contare in futuro su una interlocuzione propositiva e costruttiva, come avvenne lo scorso anno in Parlamento – dopo settimane di tensione – al momento di votare la legge di riforma".

"I fatti stanno dimostrando che, dalla strada virtuosa che abbiamo imboccato meno di due anni fa, – conclude – non è più possibile tornare indietro".

 

"La Sicilia che va in prima pagina per la bontà delle sue azioni politico-amministrative è la logica conseguenza del lavoro di riqualificazione che questo governo sta portando avanti da quasi due anni pur tra tante resistenze e difficoltà. La stagione delle riforme ha prodotto i primi frutti concreti". Lo ha affermato il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo dopo la verifica trimestrale ministeriale che ha "promosso" la Sicilia. "Abbiamo iniziato dalla Sanità – ha aggiunto – che era l’emergenza primaria, stiamo continuando con i rifiuti, andremo avanti ancora con la burocrazia e la formazione. E’ la vittoria della programmazione che premia i nostri sforzi rivolti al vero sviluppo della Sicilia attraverso le regole e gli investimenti mirati. Non saremo obbligati a utilizzare i fondi Fas per pagare i debiti, come invece dovranno fare altre regioni sottoposte a Piano di rientro, ma potremo correttamente utilizzarli per programmare opere di fondamentale importanza per la crescita della nostra regione". "Faccio i miei complimenti all’assessore Massimo Russo che ha portato avanti con grande passione e professionalità la sua azione di risanamento dei conti e di riqualificazione del sistema sanitario che garantirà ai cittadini prestazioni più capillari e di maggiore qualità – ha concluso – Adesso lavoreremo concretamente alla riduzione delle tasse per i siciliani, così come avevamo già annunciato ad inizio dell’anno. E non solo, adesso potremo anche lavorare all’ipotesi di una riduzione dei ticket sanitari".

 

"La tendenza al miglioramento del deficit di bilancio della sanità siciliana è un buona notizia che non può non indurre all’ottimismo. Il grande sforzo riformatore compiuto nei mesi scorsi dalle forze parlamentari che credono nel cambiamento e dal governo regionale comincia a produrre i risultati economici attesi. Tuttavia, persistono ancora delle criticità e incongruenze che rischiano di rendere vani gli sforzi di tutti noi". Lo afferma il capogruppo del Pdl-Sicilia all’Ars, Giulia Adamo. "Le nostre perplessità – aggiunge – riguardano vari aspetti del riassetto del sistema sanitario regionale, a partire ad esempio dalla conoscenza dettagliata dei dati medico-scientifici ed economici relativi ai cosiddetti viaggi ‘della speranza’. Essere al corrente dei motivi che spingono i malati siciliani a rivolgersi a strutture non della nostre regione è indispensabile per rimodularne l’offerta medico-chirurgica, ottimizzando così i servizi e riducendo i costi. Questo sarà oggetto di uno specifico atto ispettivo parlamentare". "Nei prossimi giorni, anche forti del dato relativo alla riduzione del deficit – conclude Adamo – chiederemo un confronto all’assessore Massimo Russo per discutere nel dettaglio le nostre perplessità e non vanificare quanto di buono fatto in questi mesi".

 

"Bene l’abbattimento del deficit della sanità siciliana, è una notizia che ci conforta. Incoraggia l’opera di rinnovamento che ci vede protagonisti. Ma, per non rendere inutile lo sforzo di tutti noi, bisogna fare di più e meglio eliminando certe sacche di resistenza interne al sistema sanitario regionale, pericolosamente rispondenti alle vecchie logiche clientelari contrarie al cambiamento". Lo dicono, in una nota congiunta, i parlamentari regionali del Pdl-Sicilia Franco Mineo e Giovanni Greco. "In certe Asp – aggiungono – è ancora in piedi un vero e proprio muro di gomma, connivente con le passate gestioni fallimentari, che ostacola il processo di rinnovamento avviato dal governo regionale e dalle forze parlamentari più responsabili che con coraggio – concludono – hanno votato una riforma innovatrice e, dati alla mano, economicamente efficace".

 

“Procedere con tagli e modifiche, senza avviare una concertazione preventiva, non rappresenta né un bene per i cittadini né un risparmio di risorse.  Smantellare strutture importanti come Comiso e Scicli, caricando eccessivamente altri presidi, non attrezzati a ricevere il flusso eccessivo di prestazioni, quali ad esempio Vittoria e Modica, non giova assolutamente alla  sanità Iblea”. Lo dice il parlamentare regionale del partito democratico, Pippo Digiacomo  commentando le rimodulazioni  dei presidi ospedalieri in provincia di Ragusa.

“ La sanità Iblea – sottolinea il parlamentare PD – non è stata immune dai mali storici e cronici della sanità siciliana: prestazioni generalmente tra il mediocre e lo scarso, costi vertiginosi. Ora, se un segnale di svolta si vuole dare, – continua – potrebbe consistere  in una concertazione reale con il territorio e non invece, nell’imporre provvedimenti e direttive sconclusionati, con i quali si corre il rischio di  mortificare un settore tanto importante  per la collettività senza un reale risparmio di risorse. E’ indispensabile, quindi,  – conclude – avviare una concertazione   che conduca ad una vera riqualificazione della sanità siciliana, altrimenti avremo solo tagliato in modo scriteriato e senza raggiungere alcun obiettivo”. 

 

"In attesa che l’assessore Russo sveli l’arcano su chi lo tiri per la giacca al fine di avere qualche posto letto in più – esordisce il deputato del Pdl Pippo Limoli – lo inviterei a mistificare di meno e a frequentare di più le strutture ospedaliere siciliane". "Il Ministero – riprende Limoli – sta completando la verifica della validità del Piano di rientro. Ebbene, i 26 milioni di avanzo sono stati calcolati in base alle verifiche del luglio e del 30 settembre 2009, la riforma approvata in aprile è attiva dal settembre dell’anno scorso, quindi i 26 milioni sonbo figli della passata gestione".
"Inoltre – conclude Limoli – lo stesso Ministero ha evidenziato che gli interventi sono ancora parzialmente realizzati. Quindi, non troppi trionfalismi non giustificati, per favore. Piuttosto, l’assessore alla Sanità si chieda perché il mondo ospedaliero siciliano viva una stagione di forte confusione che provoca disservizi e disagi. I siciliani, oggi, vivono nel terrore di ammalarsi, sapendo a cosa possono andare incontro a causa del taglio dei posti letto e delle risorse economiche e professionali cui sono stati vittime i presidi ospedalieri".