Salvatore Parlagreco

Che cosa e’ il caso, l’attitudine, la spregiudicatezza, l’audacia, il senso del dovere, l’ubbidienza cieca che induce i siciliani che siedono nel Parlamento nazionale a sottoscrivere emendamenti che sfidano il buonsenso, regalano privilegi, sono destinati a far parlare di se’ a lungo? Perche’ i parlamentari siciliani si trovano in prima fila quando si tratta di assumere paternita’ scomode? A prescindere dal merito, dalle ragioni e dai torti, sono siciliani i firmatari delle iniziative parlamentari piu’ discusse e discutibili.
Apprendiamo solo ora che il 28 aprile del corrente anno il parlamentare del Pdl Alessandro Pagano, siciliano di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta ed ex assessore della Regione siciliana, ha presentato un emendamento che fa risparmiare all’azienda del Presidente del Consiglio, la Mondadori, piu’ di centocinquanta milioni di lire. Invece che pagare 173 milioni, la Mondadori ha potuto chiudere con il fisco la sua decennale vertenza con poco piu’ di otto milioni di euro, grazie all’emendamento – battezzato salva Mondadori – che consente al contribuente che ha avuto ragione nei primi due gradi di giudizio, di chiudere il contenzioso, prima del pronunciamento della cassazione, pagando appena il cinque per cento di quanto dovuto secondo l’Agenzia nazionale delle entrate.
Lo scorso anno tocco’ a Salvo Fleres, senatore eletto nelle liste del Pdl come Pagano, di firmare un emendamento altrettanto discusso e discutibile, che regalava la pulizia totale e definitiva agli evasori che avevano denari e patrimoni all’estero: non solo la sanatoria con un modesto cinque per cento, come e’ toccato nella “salva-Mondadori” – ma una amnistia sui reati eventuali di falso in bilancio e simili.
La cricca che aveva infinocchiato il fisco e torlto le risorse allo Stato per svariati milioni di euro, versando una piccola somma, quel cinque per cento, avrebbe potuto passarla liscia nel caso in cui avesse commesso dei reati nella redazione dei bilanci aziendali. Una manna, che fino a qualche giorno prima sarebbe stata pagata a peso d’oro da coloro che avevano da farsi perdonare i loro imbrogli.

La gratitudine verso il siciliano Fleres dovrebbe essete immensa ed imperitura, ma non e’ cosi’ perche’ la firma appartiene al parlamentare siciliano,la decisione e l’approvazione successiva no, non riguarda lui, ma lo stato maggiore del Pdl e del governo, che a sua volta non muove foglia senza l’ok del Premier.
Quindi il destinatario della gratitudine e’ Silvio Berlusconi.
Sul pacchetto giustizia e i disegni di legge, andati in porto o rimasti al palo, il plenipotenziario “pubblico” e’ stato sin dal primo giorno il sicilianissimo Guardasigilli di Agrigento, Angelino Alfano, che ha inserito la definizione agevolata delle liti tributarie nel pacchetto giustizia che avrebbe dovuto essere approvato tre mesi or sono (poi rinviato), e –soprattutto – avuto un ruolo di primissimo piano in utte le iniziative legislative che sono state definite “ad personam”.
Il Lodo Schifani e il Lodo Alfano, il primo appartenente al siciliano Presidente del Senato, costituiscono due pietre miliari nella recente storia della politica giudiziaria italiana. Si tratta della ricerca, fin troppo scoperta, di evitare al Presidente del Consiglio di entrare nelle aule del tribunali come imputato, dal momento che i tribunali milanesi sono – secondo Berlusconi – dei plotoni di esecuzione pronti ad annientare il Premier e il suo governo.
Se andassimo ancora indietro, troveremmo altre firme, proprio tante, di parlamentari siciliani che s’intestano le battaglie piu’ chiacchierate e difficile del Parlamento. Una dedizione inequivocabile, un’obbedienza senza se e senza ma, qualunque sia il prezzo politico da pagare.
E’ giusto ricordare che sono siciliani anche parlamentari come la Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e i kamikaze finiani, Carmelo Briguglio e Fabio Granata, che si sono fatti molti nemici sulla trincea della legalita’, a cominciare dal Capo del Governo, ma resta il fatto che negli atti parlamentari il ruolo dei siciliani appare segnato dalle loro firme sulle iniziative piu’ controverse. Una testimonianza che sembra affermare una vocazione, oltre che una attitudine.