Ignazio Panzica

E’ allarme sulla corretta e coerente attuazione della Riforma sanitaria regionale. La Cisl Funzione-pubblica di Palermo, preoccupata, chiede un incontro urgente all’Assessore Russo e al Direttore Generale dell’ex Asl 6 Cirignotta, per fare il check-up sull’attuazione della “Riforma” nella provincia di Palermo. Il pretesto di partenza è il profilarsi di una nuova, possibile, ”incompiuta” nel settore sanitario: la vicenda della Residenza Sanitaria Assistita di Piana degli Albanesi. Un insolito plesso di lusso del sistema sanitario pubblico siciliano, programmato per accogliere, al meglio, 60 anziani o disabili. Pronta da mesi per entrare in funzione, è in realtà abbandonata a se stessa. La sua apertura, dicono i soliti ben informati, si tramuterebbe in un brutto colpo, nei fatti, agli interessi di tante “residenze private” che, invece, vivono di rette salate o di lucrose convenzioni indirette a spese, appunto, della sanità pubblica.

 

Insomma, stiamo parlando di un esempio sotto gli occhi di tutti, di come stia cominciando il boicottaggio della appena nata “Riforma sanitaria”. Una vera e propria rimonta dei “nostalgici” del “passato regime siciliano”. Allergici alla lealtà con lo Stato ed i cittadini, ma attenti agli interessi personali e degli “amici”. Personaggi, comunque, ancora presenti in molti gangli del sistema regionale. Puntano nel rallentare l’attuazione della “Riforma”: creando qua e là ritardi e contraddizione. Uno dei loro obiettivi principali è quello di minare la credibilità dei due “esterni”, che fanno da fulcro a questo ampio “cambiamento”: l’Assessore Russo e il suo principale “profeta” in prima linea, il Dr. Cirignotta, Direttore Generale dell’enorme ASP di Palermo, magistrato, si dice, dal carattere di ferro.

 

Come è noto, la filosofia portante della Riforma è stata quella di voler allargare ancor di più l’offerta di servizi sanitari ai cittadini siciliani, fuoriuscendo dalla “logica ospedale-centrica” e rimodulando il ruolo dei “servizi privati convenzionati”. Per giungere ad un decentramento, diffuso ed efficiente, dei servizi sanitari e di assistenza su tutto il territorio, ripromettendosi di andare incontro alle occorrenze quotidiane della gente. Ecco, perciò, l’importanza di dare concretezza e protagonismo ai moduli di base della Riforma : i medici di famiglia; i centri unici di prenotazione delle prestazioni; le “Residenze Sanitarie di Assistenza”; ed infine i “Presidi Sanitari”. Questa complessa manovra di riordino dell’ordinamento sanitario regionale – che accompagna di pari passo il correlato, duro, “piano finanziario di rientro”- ha comportato piccole e grandi rinunce un po’ in tutti i settori del sistema. Una delle più significative ha, sicuramente, riguardato l’area dei lavoratori dipendenti : quasi tutti, a vario titolo, hanno dovuto fare piccole, concrete, rinunce nella parte del loro salario accessorio. Ma le organizzazioni sindacali hanno fatto, lo stesso, con lealtà la loro parte, sostenendo la “Riforma”. Consci , così, di salvare il servizio pubblico sanitario dalla bancarotta. Ottenendo, nel contempo, un oggettivo rafforzamento del ruolo del “servizio pubblico” su tutto il territorio della regione.

 

Ecco, perché, la Cisl, ora, alza la voce e chiede ai vertici della Regione e dell’ASP di Palermo, di fare il punto sull’attuazione della “Riforma”. Oggetto di contestazione e di confronto è la vicenda della Residenza Sanitaria di Assistenza di Piana degli Albanesi. Un complesso sanitario di eccellenza, più volte annunciato, addirittura persino inaugurato, ma allo stato delle cose, ancora inattivo. Pronto a diventare l’ennesimo pretesto per ridare fiato alla logica indiscriminata delle supplenze private a 360°. Ossia l’esatto contrario di ciò che si propone la “Riforma”.

 

Così, il segretario palermitano della Cisl-Funzione Pubblica, Gigi Caracausi, ha preso carta e penna, ed ha chiesto a Cirignotta, efficiente ed autorevole Direttore Generale dell’ASP di Palermo, di accertare cosa stia succedendo. “A 6 mesi dall’insediamento dei Direttori Generali – scrive Caracausi – registriamo una evidente lentezza della riorganizzazione aziendale dell’ASP che impedisce di innovare il sistema assistenziale secondo i canoni di efficienza ed efficacia previsti dalla legge di riordino del Servizio Sanitario Regionale. Un esempio di inoperosità, risulta essere la R.S.A (residenza sanitaria assistita) di Piana degli Albanesi, la cui inaugurazione avvenuta all’inizio della scorsa estate, e ad oggi non ancora attiva, malgrado sugli organi di stampa se ne sia stata divulgata l’importanza”.

 

Caracausi, rileva con sconcerto che “lo stesso Direttore Generale dell’ASP di Palermo, in occasione del Convegno sul Sistema Sanitario Regionale organizzato dalla scrivente CISL FP Palermo il 14 ottobre scorso, rispondendo ad una precisa domanda sui tempi di apertura della RSA in questione, aveva affermato che la struttura era già in funzione, con la presenza di personale ed utenti. Una struttura realizzata ristrutturando un plesso ospedaliero in disuso – con il 95% di fondi statali ed il 5% di regionali, per un investimento di oltre 5milioni di euro – destinata ad accogliere 60 pazienti non autosufficienti affetti da diverse disabilità, ed in genere bisognosi di assistenza post ospedaliera.”

 

Ed invece, pare proprio che ci sia qualcosa che non va. L’esponente sindacale CISL rileva come non siano state ancora concluse le verifiche di collaudo, benché la struttura nuova di zecca risulti corredata ed attrezzata, minuziosamente, di tutto l’occorrente per poter entrare in funzione. Che, in realtà, non è affatto in attività, peggio, risulta pure incustodita per la maggior parte della giornata, esposta, così, a qualsiasi possibile atto vandalico, incredibilmente, priva ancora di energia elettrica e di acqua corrente, ed addirittura già insidiata da infiltrazioni d’acqua e di umidità al secondo piano dell’edificio.

 

In buona sostanza si chiede Caracausi: cosa significa tutto ciò? Anche alla luce del fatto che, in questo contesto, si viene meno all’attuazione “delle previsioni contenute nel Piano Territoriale Assistenziale, emanato recentemente dall’Assessorato della Salute, che ha previsto una riduzione dei posti letto ospedalieri per investire più risorse sulle strutture assistenziali territoriali pubbliche.” Mentre, ad oggi, la reale offerta pubblica di assistenza ad anziani e disabili , in quella porzione di territorio a cavallo tra città e provincia, di competenza dell’ASP, rimane affidata ai limitati e meritori mezzi di “due moduli da 15 posti letto presenti all’interno del Presidio Sanitario Pisani”.

 

Spiega il leader della Cisl Funzione Pubblica di Palermo: “Noi avanziamo due semplici richieste, in questa vicenda fortemente simbolica: che la struttura di Piana degli Albanesi entri in attività subito, nel giro di qualche settimana, per adempiere al suo ruolo programmato; mentre chiediamo si debba accertare a chi vada addebitata la responsabilità diretta per questi ingiustificati ritardi. A parte il fatto che mi chiedo come sia stato possibile che a Cirignotta abbiano potuto nascondere il reale stato delle cose sulla struttura di Piana degli albanesi. E’ evidente che nella catena organizzativa dell’ASP c’è qualcosa che non quadra. Sarebbe opportuno accertarlo ed intervenire”.

“Non è tollerabile che i tanti cittadini in difficoltà nel poter garantire una assistenza decente ai loro cari, anziani o disabili – conclude Caracausi – non possano, oggi, usufruire di un servizio pubblico assistenziale di eccellenza e gratuito, peraltro già realizzato e pronto ad entrare in funzione, come accade in altre parti d’Italia, che sò come a Pavia o a Ferrara. Mi chiedo cosa significhi tutto ciò. Per noi è’ una vicenda emblematica che segna il concreto passaggio da una vecchia mentalità nella gestione della sanità siciliana, ad una nuova, nella quale noi sindacato abbiamo creduto e crediamo. Attendiamo una chiara e forte risposta da Russo e Cirignotta. I cittadini ed i lavoratori la pretendono”.