Enzo Bonsangue

 

Sulla riforma della giustizia il governo e’ pronto al confronto senza pregiudizi ma non e’ disposto a subire i veti dell’opposizione. Nel caso la minoranza dovesse ostacolare il riassetto del sistema giudiziario, previsto nel programma elettorale, il centro destra e’ deciso a procedere in Parlamento confidando sulla propria forza numerica. La conferma arriva dal ministro Angelino Alfano e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che da parte sua intende mettere alla prova il riformismo di Pierluigi Bersani.

Se il Pd intende cambiare registro, evitando l’insulto e la demonizzazione, dice il sostanza il premier, trovera’ nel governo un attento interlocutore disposto al confronto. I democratici replicano scettici con un distinguo di partenza: la riforma della giustizia si fa sui testi in Parlamento e non con gli annunci a mezzo stampa. Piu’ disponibile sembra invece l’atteggiamento dell’Udc, che apre la porta al dialogo, a patto che la revisione delle norme non si faccia per risolvere i problemi del presidente del Consiglio ma per rendere il sistema piu’ efficente, equo e funzionale. Totalmente contrario l’Idv.

"Certamente non rifiutiamo l’intesa con l’opposizione -puntualizza il Guardasigilli- anzi la ricerchiamo, poiche’ le riforme, se votate da una maggioranza piu’ ampia, durano di piu’ nel tempo perche’ scevre dal rischio che il Parlamento successivo le cambi ancora. Pero’ abbiamo l’obbbligo di fare cio’ che in campagna elettorale si e’ detto di voler fare e mantenere gli impegni assunti".

 

"Al bivio tra la paralisi e la decisione, in ottemperanza con quanto voluto dagli elettori, noi sceglieremo non di rimanere fermi ma di procedere con le riforme. Agli elettori -conclude Alfano- non potremo dire che la riforma della giustizia non l’abbiamo fatta ma abbiamo dialogato alla grande. Non ci voterebbero".

La riforma della giustizia puo’ essere il primo banco di prova per il neo segretario del Pd Pierluigi Bersani? ”Magari”, replica il premier. "Nessuno piu’ di me e’ predisposto al dialogo. Ma per dialogare -spiega Berlusconi- e’ necessario essere in due, e soprattutto avere rispetto dell’avversario, non insultarlo e demonizzarlo come il Pd di Franceschini e di Veltroni ha fatto ogni giorno, e spesso piu’ volte al giorno, contro la mia persona. Se Bersani decidera’ di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell’Italia, il piu’ contento saro’ io”.

”Se il nuovo segretario del Pd manifesta una disponibilita’ a trattare sulle materie piu’ importanti, non ci sara’ nessuna difficolta’ ad aprire una discussione seria. Bersani -conclude il presidente del Consiglio- dimentica che molti voti di fiducia si sono resi necessari per le pratiche ostruzionistiche dell’opposizione”.Le offerte di disponibilita’ al dialogo sono condivise dalla Lega Nord, secondo la quale "il Paese ha bisogno di riforme. Per quanto riguarda la giustizia l’atteggiamento dell’opposizione lo misureremo sul campo e vedremo. Discutere nel merito -dichiara il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota- maschera sempre le strumentalizzazioni”.

 

 

"Il ministro Alfano -concorda il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone- ha perfettamente ragione. Vale per la giustizia cosi’ come per le necessarie riforme istituzionali: se l’opposizione e’ in grado di dare un contributo, bene. Altrimenti, se restera’ incatenata al carro di Di Pietro o se tentera’ di frenare e impantanare tutto, andremo avanti comunque. Il Paese non puo’ aspettare e l’opposizione non puo’ certo pensare di detenere una sorta di potere di veto".

"Si alle riforme condivise -gli fa eco il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi- come anche saggiamente ha detto il ministro della Giustizia in riferimento alla giustizia ma no secco e senza mediazioni sulla modifica della legge elettorale. Dopo il risultato referendario l’argomento e’ archiviato".

 

 

"La riforma della giustizia -avverte Francesco Pionati, segretario dell’Alleanza di centro per la liberta’- e’ una prova per tutto il sistema politico e per il Parlamento che deve recuperare centralita’ rispetto agli altri poteri dello Stato. E’ bene cercare l’intesa ma a nessuno va riconosciuto il diritto di veto".

Di fronte alle offerte del governo e della maggioranza, l’opposizione rimane guardinga. "Anche oggi Alfano e’ tornato sul tema della riforma della giustizia. E anche oggi -osserva Anna Finocchiaro- al di la’ di frasi generiche e della solita propaganda nessuno ha capito quali siano i capitoli di questa benedetta riforma. La sede del confronto per qualsiasi riforma e’, in ogni caso, il parlamento.

Governo e maggioranza presentino dei testi e ne discuteremo".

"Abbiamo gia’ presentato -continua la capogruppo del Pd al Senato- le nostre proposte sulla giustizia, per renderla piu’ efficace e vicina agli interessi dei cittadini. Questo deve essere il senso di qualsivoglia riforma. Riforme che fanno gli interessi di poche persone non ci interessano e troveranno la nostra piu’ ferma opposizione.Sarebbe opportuno che la maggioranza chiarisca se e’ vero quel che qualche quotidiano stamattina scrive. E cioe’ che sta per arrivare in Senato un provvedimento che riguarda la cosiddetta ‘prescrizione breve’".

 

Per Antonio Di Pietro "dialogo" e’ una parola che non esiste nel vocabolario di Berlusconi e Alfano. "Non passa giorno -attacca il presidente dell’Idv- senza che il governo si distingua per l’indecenza del comportamento dei suoi ministri e per le loro dichiarazioni. Oggi e’ il turno del ministro della Giustizia, Angelino Alfano e delle sue dichiarazioni strampalate" sulla riforma che il Guardasigilli "considera ‘urgente e doverosa’ per rispetto delle promesse elettorali del Pdl".

"Non ricordo alcuna promessa del centrodestra, fatta durante la campagna elettorale, riguardante il bavaglio alle intercettazioni, voluto per tutelare gli interessi di politici ladroni e di farabutti; non ricordo alcuna promessa sul lodo Alfano; non ricordo alcuna promessa sull’ulteriore contrazione dei tempi di prescrizione, ne’ sull’amnistia fiscale e sui reati annessi. Ministro Alfano -domanda Di Pietro- lei dove vive? Nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll?”.

"Questa e’ la maggioranza che ha etichettato la magistratura come un organo composto da ‘giudici di sinistra’, da fannulloni, da gente che dovrebbe sottoporsi a test psico-attitudinali. E allora, che riforma puo’ produrre una maggioranza di questa foggia, se non ridurre in cenere, come sta facendo, il sistema giudiziario? Alfano vada a parlare con l’Anm delle sue riforme sulla giustizia prima di cercarne l’approvazione tra i politici. O forse sa gia’ che la giustizia, quella che funziona, e’ scomoda in Parlamento tanto al suo partito quanto agli altri e intravede lo spiraglio delle larghe intese, meglio noto come inciucio?”.

 

”Mi auguro che l’opposizione non cada nella rete.

Perche’ Alfano non ammonisce l’avvocato Ghedini sulla prescrizione breve, anzi brevissima, legge che e’ stata commissionata all’avvocato-deputato del premier, per vanificare i processi di corruzione a Mills e Cir, perche’ non gli dice che non s’ha da fare? Lo so io perche’ -conclude Di Pietro- perche’ quest’apparente apertura e’ il solito abbraccio mortale di chi tratta, o meglio ‘compra’, esclusivamente alle proprie condizioni”.

Fuori dal Parlamento Verdi e Pdci si oppongono a ogni forma di dialogo. Il presidente del Sole che Ride, Angelo Bonelli, giudica "gravissime" le affermazioni di Alfano, pronto ad andare avanti anche senza il consendo dell’opposizione. "Nessun dialogo", gli fa eco Pino Sgobio, dell’ufficio politico del Pdci, con chi vuole la "complicita’" dell’opposione per apprvare l’ennesima legge ad personan pro Berlusconi.

"Speriamo che l’appello lanciato da Berlusconi al Pd non cada nel vuoto. Da parte della maggioranza c’e’ sempre stata disponibilita’ piena al dialogo per le riforme -chiosa il vice presidente della Camera Maurizio Lupi- purtroppo fino a oggi nell’opposizione ha prevalso la linea di chi, come Di Pietro, considera il premier un nemico da abbattere, non un avversario con cui confrontarsi. Adesso c’e’ l’occasione di cambiare, se il Pd ha veramente a cuore il futuro dell’Italia non se la lasci sfuggire”.