All’Amia la tendenza e l’abitudine a raccontare “una cosa per un’altra” – magari sempre lontana dalla verità – risulta dura a morire. La consuetudine dei vertici dell’Amia – che sia in corso il fallimento o meno – ad ammantarsi di omissioni dei fatti per come sono realmente , rischia, ormai, di diventare un elemento distintivo ed integrante del “marchio”dell’immagine aziendale. Una condizione ingiusta nei confronti dei tanti dipendenti che fanno il loro dovere, e profondamente scorretta nei confronti dei cittadini che continuano a pagare la Tarsu, nonostante il servizio nettezza urbana venga progressivamente meno, a Palermo, giorno dopo giorno.
La notizia : l’Amia ha comunicato con enfasi ai giornali di essere giunta al 75% del riuso dei rifiuti raccolti (partendo dal noto misero e solo dichiarato 4% degli ultimi anni) in quel bacino territoriale cittadino (ndr.zona via Belgio) di 15mila utenti, nel quale sta sperimentando l’avvio della “raccolta differenziata”. E tutto ciò sarebbe avvenuto solo dopo 8 giorni di messa in opera del nuovo regime di “raccolta spinta”, porta a porta.
Peccato che quell’incommensurabile scocciatore (e occhiuto) di Davide Faraone, capogruppo Pd in Comune, dopo aver letto il comunicato stampa trionfante dell’AMIA, ha tirato fuori la calcolatrice ed ha dato corso ad una banale verifica aritmetica.
Seguite il procedimento con attenzione. L’AMIA ha comunicato, urbi et orbi, i seguenti dati : carta/cartone 1980 Kg/g, plastica e lattine 293 Kg/g, vetro 71 Kg/g, organico 3450 kg/g. “Se ne deduce allora –spiega Faraone – che, se davvero si fosse già conseguita una percentuale di raccolta differenziata del 75%, la quantità di rifiuti dovrebbe essere almeno di 18.000 Kg al giorno e di 144.000 Kg a settimana.”
Invece, dai dati forniti da AMIA – continua Faraone – si evince che la raccolta effettiva è stata appena di 46.352 Kg a settimana. Che tra parentesi, vale giusto il 24% dei rifiuti prodotti in zona, se si accettano per buoni i dati ARPAT che indicano in un Kilo e seicento grammi la capacità giornaliera media di produzione di rifiuti per abitante. “Cioè circa 24.000 Kg al giorno – incalza Faraone brandendo la sua calcolatrice – per cui se ne dedurrebbe, che la raccolta differenziata effettivamente resa dovrebbe essere attorno ai 192.000 Kg a settimana. Siamo, quindi, ben al di sotto sia delle aspettative che del dichiarato.”
Insomma, l’Azienda – avendo la coda di paglia- visto che ha cominciato a fare la raccolta differenziata con poco più di sei anni di ritardo, cerca adesso di autogalvanizzarsi (ed autoassolversi in anticipo), per sfuggire ad ogni possibile propria responsabilità futura, in caso di arrivo di una “ingiunzione di infrazione in base alle norme della UE” sia al Comune che alla Regione siciliana. In caso di un prossimo fallimento di questa sperimentazione, e comunque della raccolta differenziata a Palermo. Oltre , probabilmente, a cercare di “addolcire” le dimensioni della sua incapacità (o non volontà reale ?chi lo sa!) di organizzare il proprio lavoro, nonostante, stavolta, sia dotata di uomini e mezzi adeguati; magari avendo cura di tenere presente, con un occhio di sbieco,la procedura fallimentare nella quale l’AMIA è precipitata nei giorni scorsi.
Il fatto è che negli ultimi sette anni di gestione comunale di Cammarata, questa sarebbe la sesta o la settima volta, che comincia a Palermo una campagna per la raccolta differenziata. Non dimenticate, infatti, che Cammarata è un ultrà, dichiarato, alla luce del sole, dell’inderogabile esigenza ( di chi ?) di costruire un inceneritore (che lui pudicamente chiama termovalorizzatore) a Bellolampo. Non avendo alcuna ragione, né organizzativa, né scientifica, a supporto di questa sua tendenza, che noi abbiamo sempre descritto come un cieco ed “irrefrenabile atto d’amore”. E si sa, al cuor non si comanda.
Fatto sta, poi, che al Comune si attendono qualche provvedimento scorbutico da parte della Procura della Repubblica. Che, in occasione del loro ultimo blitz nella discarica di Bellolampo, ha accertato che solo dopo il secondo giorno di raccolta differenziata, i cumuli di rifiuti omogenei da riciclare o riusare provenienti dalla raccolta differenziata, invece di stare nell’apposito centro AMIA di Partanna Mondello, i carabinieri del NOE li avevano ritrovati accatastati in un luogo “a muzzo”, troppo vicino ai rifiuti indistinti gettati in discarica. Compresi alcuni impressionanti “cadaveri di palme giganti” – colì pure parcheggiate – uccise di recente dal malefico “punteruolo rosso”.
Ma Faraone, non vuole passare per uno che “getta il picchio”, né per astioso per partito preso. Così, nel finale della sua polemica nota per la stampa , tenta di addolcire la stilettata : “L’iniziativa “Palermo differenzia”, per il fatto che si è passati dal 4% al 24% di raccolta differenziata, è senz’altro importante e va potenziata e diffusa sul tutto il resto del territorio cittadino. Tuttavia, è scorretto diffondere tra i mezzi d’informazione e tra i cittadini notizie false, al solo scopo pubblicitario”.
