Ignazio Panzica

Colpo di scena all’Amia. Esiste, adesso, una nuova edizione del Piano di “ricapitalizzazione e salvataggio” dell’azienda. L’artefice è sempre lui: l’ingegner Gaetano Lo Cicero trasformato appena 48 ore fa da Cammarata da presidente a “Liquidatore” dell’Azienda, con relativo e conseguente scioglimento del CdA (ossia, a casa, Mariano Piazza e Marika Gallina) che lo aveva collaborato in questo 2009. Lo Cicero, perciò, pare, abbia dato ascolto a Davide Faraone (Pd), che la settimana scorsa gli aveva ingiunto pubblicamente di dotarsi di un Piano B per la ricapitalizzazione  dell’Amia, al fine di evitare il fallimento della ex municipalizzata. Qualcosa – aveva chiesto l’esponente Pd – che andasse oltre le “furbate” del conferimento nel capitale sociale dell’azienda del 49% delle azioni Amg e della proprietà di tre palazzi comunali del centro storico.

 

Un’operazione di ingegneria finanziaria e societaria, quantomeno ardua. Che “mostrava buchi da tutti i lati”, per l’assenza della cosa più importante che il giudice fallimentare vuole vedere sul suo tavolo, a legittima tutela dei creditori: un quantitativo idoneo di denaro contante. Per compito di cronista, è forse meglio puntualizzare che Lo Cicero ha pensato bene di aggiungere alle precedenti previsioni, anche la tranche dei 39 milioni di euro stanziati dal Cipe a fine 2008, ma da poter erogare al Comune di Palermo solo nel 2010.

 

Poi, Lo Cicero si è uscito dal suo cilindro di “mago illusionista” la società finanziaria Facet che, d’intesa con un gruppo di banche, potrebbe “scommettere” a mezzo anticipazione sui crediti – 95 milioni di euro di valore formale – che l’Amia vanta, a vario titolo, dagli Ato siciliani. Capirete, che più di fronte ad un nuovo Piano B, invece , ci si ritrova ad un  mero allargamento del precedente.

 

Le novità, sono state comunicate alle rappresentanze sindacali aziendali ieri pomeriggio. Adesso Lo Cicero – declassato nell’immaginario dei dipendenti Amia da Richelieù a “liquidator” –  si dovrà inventare l’escamotage amministrativo per riuscire ad utilizzare entro il 31 dicembre 2009, soldi in disponibilità del Comune solo ad anno nuovo e, però, da mostrare, concretamente, al giudice fallimentare il 20 gennaio prossimo. Un cul de sac, insomma.

 

Recitava il comma ventidue del Regolamento dell’aviazione militare Usa durante la guerra in Corea: “Solo chi è pazzo può chiedere di essere esonerato dalle missioni di guerra. Ma chi chiede di essere esonerato dalle missioni di guerra, non è palesemente pazzo”. Questo aneddoto negli anni ’70 salì agli onori della cronaca, pastorizzato in un film comico di grande successo. Speriamo che Lo Cicero l’abbia visto a suo tempo , e ne possa fare tesoro adesso.