Elena Sorci

Nessuna forzatura, solo la volonta’ di ‘fissare’ alcuni punti per evitare nuovi ‘pasticci’ elettorali. Silvio Berlusconi presiede un vertice di maggioranza a palazzo Grazioli nel pomeriggio per decidere la strategia politico-giuridica per uscire dal caos delle liste regionali del Pdl. Il Cavaliere punta a una soluzione che incassi il via libera dell’opposizione e del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Lo dimostra il lavoro a stretto contatto che stanno portando avanti in queste ore gli esperti del Pdl con gli uffici giuridici del Quirinale. A quanto si apprende, un’ipotesi interpretativa delle norme non troverebbe una contrarieta’ a priori da parte del Colle.

 

Sul tavolo c’e’ sempre un decreto legge interpretativo delle norme in materia di presentazione delle liste elettorali. Il testo del provvedimento, riferisce chi ha avuto modo di visionarlo, e’ pronto, mancherebbero solo gli ultimi dettagli. L’obiettivo sarebbe quello di permettere la presentazione della lista provinciale Pdl nel Lazio e l’accettazione della lista regionale in Lombardia attraverso un’interpretazione piu’ puntuale delle leggi vigenti che hanno permesso una eccessiva discrezionalita’ agli uffici elettorali determinando i gravi problemi di questi giorni.

 

In queste ore il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sta sondando il centrosinistra (dal Pd all’Udc) per capire la liberta’ di manovra. Della partita anche Gianfranco Fini. Dopo aver avvertito ieri di ricercare il massimo consenso, il presidente della Camera anche oggi ha tenuto le fila di una serie di contatti istituzionali.

 

La giornata, dunque, e’ molto convulsa. Con la situazione in alto mare. Tant’e’ che il Cdm, previsto per le 18, e’ stato in forse almeno fino al tardo pomeriggio. Poi, qualcosa e’ cambiato. Il premier ha capito che per uscire dallo stallo bisognava dare un segnale di apertura e distensivo. In ogni caso, il decreto legge servira’ soltanto a sanare un vulnus ed e’ accantonata definitivamente l’ipotesi di rinviare il voto in piena campagna elettorale.

 

L’opposizione e’ stata molto chiara: non si cambiano in corsa le regole del gioco. Certo, riferiscono ambienti del centrosinistra, se c’e’ il consenso di tutti, anche il vizio originario si puo’ sanare. L’importante e’ che la maggioranza riconosca la propria responsabilita’ in questa vicenda. Avverte Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc: ”Non facciano un decreto senza il consenso. Se ci chiedono il consenso, siamo disposti a ragionare”.

 

Pero’, i centristi ci tengono a rimarcare che la prima mano tocca alla magistratura amministrativa, lasciando intendere che fino alle decisioni del Tar sarebbe meglio non forzare. In particolare, poi Pier Ferdinando Casini mette in chiaro che parlare di uno scambio con le amministrative a Bologna equivarrebbe a dare un’idea della politica da ”mercato delle vacche”.