Roberto Rizzuto

E’ stato presentato un emendamento sostanzialmente soppressivo, e non uno stralcio, per l’Art.16 al Dl emergenze, quello che introduce la Protezione civile Spa. A presentarlo e’ stato il relatore al decreto legge, all’esame della Commissione Ambiente della Camera. La proposta e’ firmata dal relatore, Agostino Ghiglia (Pdl) , e ‘salva’ esclusivamente alcune misure relative alla flotta aerea del dipartimento della protezione civile. L’articolo 16 di conseguenza cambia anche nome: il titolo reca infatti la dicitura ”Gestione della flotta del dipartimento della protezione civile”.

 

RELATORE,SE RISPETTO TEMPI NON SERVE FIDUCIA – ”Se siamo nei tempi la questione di fiducia non si rende necessaria”: cosi’ il relatore, Agostino Ghiglia, replica ai cronisti che gli chiedono di commentare l’ipotesi che il governo domani chieda la fiducia sul provvedimento. Comunque, nel caso in cui si procedesse a blindare il testo, il relatore sottolinea come la fiducia sarebbe messa sul testo uscito dalla Commissione. Ghiglia si dice convinto che entro il primo pomeriggio di oggi sara’ possibile terminare l’esame in Commissione e spiega che alle opposizioni sara’ dato una mezz’ora di tempo per sub-emendare le proposte a sua firma.

 

PROTEZIONE CIVILE NON VIGILERA’ SU CROCE ROSSA – La protezione civile non vigilera’ sulla Croce Rossa italiana: e’ quanto prevede uno degli emendamenti del relatore al decreto legge sulle emergenze. Con una modifica introdotta in Senato, si prevedeva che fosse il dipartimento guidato da Guido Bertolaso ad assumere questo compito. Sono circa 300 gli emendamenti presentati in Commissione Ambiente al decreto legge. Governo e relatore non hanno al momento ancora formalizzato alcuna proposta di modifica ed e’ dunque attesa per lo stralcio dell’istituzione della societa’ della Protezione Civile. Ieri era stato il presidente della Camera Gianfranco Fini a confermare lo stralcio del contestato articolo 16. Sul testo, con tutta probabilita’, la maggioranza porra’ la fiducia. Il centrosinistra canta vittoria, ma non molla l’osso: chiede ulteriori modifiche al decreto, ma soprattutto le dimissioni di Bertolaso, mentre il presidente del Consiglio continua a considerarlo intoccabile. Questa notte, partecipando ad una cena elettorale a Lesmo ha infatti ribadito la ferma intenzione di difenderlo definendolo un ”galatuomo”. Sul compromesso deciso dal governo, anche sull’ onda delle inchieste in corso, ha certamente pesato – oltre ai dubbi dentro la stessa maggioranza – la ‘moral suasion’ del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha cercato di trovare una soluzione che contribuisse a svelenire un clima incandescente. Quirinale che, tuttavia, sembra prendere le distanze dal capo della Protezione Civile. Quest’ultimo, nel rispondere alle accuse mosse da ‘La Repubblica’, ha ricordato le parole di stima del capo dello Stato nei suoi confronti. Ma dal Colle e’ subito arrivata la precisazione: gli atti relativi a dichiarazioni di stato di emergenza o di attribuzione della qualifica di grande evento, precisano fonti del Quirinale, non sono sottoposti al preventivo esame del Capo dello Stato e rientrano nella esclusiva competenza del Presidente del Consiglio. Lo stralcio dell’articolo 16 viene salutato come una vittoria dal centrosinistra: ”Una parte della maggioranza che ha capito che quelle norme sono sbagliate e pericolose”, ha commentato Anna Finocchiaro. Cio’ non significa che per il Pd la battaglia sia finita: ”Ci sono almeno altre tre modifiche da fare”, ha spiegato il suo collega, Dario franceschini, citando il divieto di avviare azioni giudiziarie verso le gestioni commissariali, la distinzione fra emergenze e grandi eventi e la norma che estende alle carceri lo stato emergenziale. Anche l’Italia dei Valori esulta: ”E’ una vittoria delle opposizioni, del buonsenso e dei cittadini”, esclama Massimo Donadi. Il risultato ottenuto non fa demordere l’opposizione da un’altro obiettivo: ottenere la testa di Bertolaso. A chiederne le immediate dimissioni, infatti, non e’ soltanto Luigi De Magistris dell’Italia dei Valori, ma anche i democratici. ”Non dubito della sua serieta’, ma dovrebbe fare un passo indietro per il buon nome della Protezione Civile”, ha ribadito il segretario Pier Luigi Bersani. Diversa la posizione dell’Udc: ”Stiamo parlando di responsabilita’ nella vigilanza, ma non certamente da parte di Bertolaso”, ha sostenuto il leader Pier Ferdinando Casini. Nel corso della giornata si sono rincorse voci che volevano Bertolaso pronto a lasciare. Ipotesi che sembrano essere smentite dalla notizia che sara’ proprio il capo della Protezione Civile a illustrare il provvedimento nella competente commissione della Camera. Secondo alcuni nella maggioranza, pero’, un suo addio attenuerebbe lo stillicidio mediatico di questi giorni. Una tesi che gli stessi attribuiscono anche al premier, sostenendo che Berlusconi non fermerebbe Bertolaso nel caso in cui decidesse di lasciare. Teoria smentita con forza dai collaboratori piu’ stretti del Cavaliere che confermano come il premier continui ad avere la massima fiducia in Bertolaso. Una posizione netta , quest’ultima, che in nottata il premier ha confermato parlando, appunto, alla cena per la raccolta di fondi a favore del Pdl.