”No” al processo breve cosi’ ”com’e’ uscito dal Senato”. In una intervista al ‘Corriere della Sera’ Pier Ferdinando Casini assicura che non votera’ l’attuale testo sul processo breve, perche’ al Paese non serve un’amnistia. Si dice, invece, disponibile a ”pensare a una tutela delle alte cariche”, mentre ”cancellare centinaia di processi per farne finire uno o due sarebbe una follia. Di tutto il Paese sente il bisogno, tranne che di un’amnistia”.
Pier Ferdinando Casini assicura che non fara’ mai parte di questa maggioranza e attacca la Lega: ”E’ l’estate in cui si tocca con mano quel che diciamo da tempo: la Lega e’ diventata l’arbitro della politica italiana”. Il leader dell’Udc respinge, quindi, l’idea di entrare in un esecutivo in cui ”l’unico che conta e’ Tremonti. C’e’ un problema di squilibrio istituzionale, con il ministero dell’Economia che ha inglobato 5 o 6 ministeri della Prima Repubblica, da ultimo le Attivita’ produttive, ormai ridotte a un simulacro.
E c’e’ un problema di squilibrio politico: Tremonti e’ il garante della Lega al governo”. Diverso, spiega Casini, sarebbe se Berlusconi ”andasse alle urne, finita la legislatura, su percorso di decoro politico-istituzionale”, allora si ”potrebbe discutere con lui”. Il premier, aggiunge il leader dell’Udc, ”per fortuna ha impedito le elezioni anticipate, e ha fatto bene. Il voto in autunno sarebbe stato non solo un’ammissione di responsabilita’ da parte del Pdl”, ma ”Berlusconi ha capito che sarebbe stato la vittima designata. Avrebbe trainato la coalizione alla vittoria alla Camera, impallando il Senato. A quel punto la Lega e una parte della sinistra avrebbero fatto nascere il governo Tremonti”.
”Il governo di responsabilita’ nazionale che noi abbiamo evocato -spiega- non e’ il governo di tutti contro Berlusconi e Lega. Ma non e’ nemmeno il governo di prima, con Casini al posto di Fini. Sarebbe umiliante. Vedo che provano a blandirci sbandierando i valori, l’identita’ cristiana. Ma a noi non interessa questo esibizionismo valoriale, usato o per compiacere le gerarchie ecclesiastiche o per innestarvi sopra operazioni politiche. Noi difendiamo i valori, e proprio per questo non ci piace il mercimonio”.
