Come sempre, l’Assemblea regionale siciliana va avanti con il freno a mano tirato. Era successo con il piano casa, il cui iter parlamentare è stato tormentato da continui stop e ripartenze. La stessa cosa sta accadendo con il ddl che ridisegna la mappa della gestione dei rifiuti in Sicilia. L’ostruzionismo regna in aula, anche perché ci sono da esaminare qualcosa come 350 emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari. Più volte, tre, è stata chiesta da parte dei lealisti la verifica del numero legale. Due volte la maggioranza si è salvata, al terzo tentativo, fatto da Salvino Caputo intorno alle sette di sera, la votazione ha mostrato impietosa la realtà. In una Sala d’Ercole semideserta, il vicepresidente Santi Formica ha sospeso per un’ora la seduta. Un altro trappolone è stato tentato alla ripresa, con l’ennesima richiesta, ma stavolta la maggioranza ha tenuto. Alla fine sono stati approvati solo l’articolo 1, quello che stabilisce le finalità della legge, e il 2, quello che affida le competenze della gestione dei rifiuti alla Regione. Poca roba, insomma. Cosa succederà quando si cominceranno a votare gli articoli clou del disegno di legge? Si allontana sempre di più il momento in cui il parlamento siciliano metterà mano ai documenti finanziari della Regione. Intanto si avvicina il 31 marzo, giorno che segna la fine dell’esercizio provvisorio che, con ogni probabilità, verrà prorogato.
Facile gioco, quello dell’opposizione, che fa melina aiutato dal regolamento dell’Assemblea. Il clima, l’atmosfera che si respira a Palazzo dei Normanni è di quelli pesanti. Gli scontri in aula sono stati accesi, e ore di discussione si sono perse in un batti e ribatti sterile. A volte, per chi da fuori assiste alle sedute, si tratta di uno spettacolo quasi irritante. E c’è chi punta il dito: “Non si riesce ancora a legiferare perché in Aula persiste una situazione incancrenita che si giova della contrapposizione tra chi è al potere e chi è all’opposizione per piegare il regolamento parlamentare a strani bizantinismi”, dice Totò Cintola, deputato regionale dell’Udc”, che propone di modificare il regolamento adeguandolo a quello vigente alla Camera ed al Senato dove sugli emendamenti presentati ad una legge può intervenire solo il deputato presentatore. “Qui all’Ars – prosegue Cintola – succede che tanti parlamentari si alternino negli interventi solo per confutare gli emendamenti dei colleghi. Un fatto, questo, stucchevole perché ha un solo fine: paralizzare i lavori ed impedire un rapido varo delle leggi”. Il deputato dello Scudocrociato chiede al presidente dell’Ars Francesco Cascio di promuovere una riunione con i capigruppo per affrontare il nodo della revisione regolamentare e mettere ordine anche al funzionamento ovvero alla gestione dei gruppi parlamentari.
“Sono convinto che questa maggioranza non è in grado di potere sostenere il voto sul disegno di legge di riforma del piano dei rifiuti”, dice Salvino Caputo del Pdl. “Le troppe divisioni che vi sono all’interno della maggioranza non consentono l’approvazione in tempi brevi né di questo disegno di legge né il cammino delle riforme. La verità è che questo Lombardo ter è troppo debole e non sarà in grado di approvare leggi di riforma”. “Mi permetto di consigliare all’onorevole Lombardo che, invece di gridare, come al solito, a complotti e aggressioni mediatiche, vada piuttosto nelle piazze della Sicilia a spiegare perché ha tradito la volontà popolare che lo ha eletto presidente della Regione siciliana a guida di una maggioranza composta da Pdl, Udc e Mpa. L’unica alternativa condivisibile è quella di dimettersi e di ritornare al giudizio del popolo siciliano”, dice Pippo Limoli.
Vediamo gli articoli approvati. L’1 delinea l’impianto generale del ddl: tra gli obiettivi, quello di ridurre all’origine la produzione di rifiuti, soprattutto quelli non riciclabili, adottando anche forme di incentivazione; promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti urbani e speciali promuovendo la raccolta differenziata dei solidi urbani, puntando soprattutto al sistema di raccolta porta a porta. La legge punta anche ad incrementare l’utilizzo di impianti di smaltimento di nuova tecnologia a basso impatto ambientale e a ridurre lo spostamento dei rifiuti nel territorio l’ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi ai luoghi di produzione.
L’articolo 2 affida alla Regione la promozione della gestione integrata dei rifiuti come complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la differenziata, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti. Affidati a Palazzo d’Orleans anche l’approvazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, la verifica di conformità al piano regionale di gestione dei rifiuti dei piani d’ambito, il rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti sanitari, l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, la determinazione dei criteri per determinare misure compensative in favore dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento da conferire all’Autorità d’Ambito, dei comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento. Alla Regione assegnate anche le funzioni di approvazione dei progetti e di autorizzazione all’esercizio delle attività relative ad impianti di recupero e smaltimento rifiuti; l’elaborazione, l’approvazione e l’aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate; l’autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di produzione degli stessi; le disposizioni tecniche e le prescrizioni per l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali; l’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non pericolosi.
