Salvatore D'Anna

Accelerazione alla riforma degli Ato in Sicilia? Sulla carta sì, in realtà i dubbi sono tanti. All’Ars c’è chi sente odore di trappola, pronta a scattare. E il Pd rimane scettico sul piano del governo. La commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera all’unanimità stamattina al disegno di legge del governo regionale relativo alla gestione integrata dei rifiuti e alla modifica dei siti inquinati. Si tratta della riforma strutturale che porta alla riduzione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali la cui gestione è stata finora fallimentare. Nelle intenzioni del governo, con il ddl gli Ato passerebbero da 27 a 9. Il provvedimento passerà adesso all’esame della commissione Bilancio, per i controlli sulla copertura finanziaria della riforma. Non è però scontato che il cammino della legge sia adesso in discesa.

 

Il ddl in realtà non è stato propriamente “approvato” dalla commissione. Accogliendo la proposta del presidente Fabio Mancuso, i deputati della IV oggi non hanno nemmeno discusso l’articolato, né hanno avuto la possibilità di presentare emendamenti. Un compromesso tra la parti, insomma, e il tutto si è risolto in pochi minuti, una decina al massimo. Mancuso ha proposto di aprire una sorta di via preferenziale per accelerare l’iter della legge. Dopo il passaggio in commissione Bilancio, la riforma degli Ato sbarcherà in aula. E qui, probabilmente, cominceranno i dolori.

 

Una spada di Damocle pende sulla testa del ddl, e il pericolo è costituito dal Pdl, versante lealista. Nonostante le frasi di apprezzamento rilasciate dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sul lavoro della commissione, nei corridoi di Palazzo dei Normanni, soprattutto dal versante Pd, girano voci sul “trappolone” dei berluscones pronto a scattare. La riforma rifiuti, passata dalla Territorio e Ambiente senza discussione sul merito della legge grazie alla manovra di Mancuso, deputato lealista di ferro, rischia di essere affossata da una valanga di emendamenti in aula, un po’ come sta succedendo al piano casa in queste ore.

 

Lo stesso Pd, d’altra parte, è pronto all’ostruzionismo in aula. Il Partito democratico la settimana scorsa ha presentato all’Ars un proprio ddl, alternativo a quello del governo Lombardo. Contrarietà ribadita anche oggi in IV commissione. La posizione ufficiale degli uomini di Cracolici è quella di utilizzare il proprio disegno di legge, a questo punto rimasto in stand-by, come base per gli emendamenti al testo governativo. Molto critico con i vecchi compagni l’ex Pd Mario Bonomo, passato con i rutelliani. “La levata di scudi registrata contro l’assessore Russo in commissione che, sia pur tecnico, può sicuramente essere considerato assai vicino al Partito Democratico – dice Bonomo – ha tanto il sapore di una sua plateale sconfessione. È tempo che il Pd chiarisca una volta per tutte cosa vuol fare da grande: c’è una maggioranza organica assai chiara e c’è una maggioranza attiva che include pure il Pd nell’ambito di un progetto preciso. Oggi, però, in commissione Ambiente tutto ciò non lo si è visto”. Si profilano altre sedute infuocate all’Ars, che ha già rimandato indietro al mittente disegni di legge già licenziati con il voto pressoché unanime delle commissioni, vedi quello sugli agriturismo e sulle camere di commercio. Riforma Ato in discesa? Crediamo proprio di no.

 

Gli stessi problemi riguardano il Piano casa, la cui discussione a Sala d’Ercole è stata di nuovo rimandata, questa volta a martedì prossimo. Ci sono sempre 400 emendamenti sul piatto, e Pdl Sicilia, Pd ed Mpa non hanno ancora trovato l’accordo se allargare o meno la possibilità di aumento della cubatura non solo alle abitazioni, ma anche agli edifici con uso industriale e commerciale.