Salvatore D'Anna

Se c’è una cosa che abbiamo imparato di Raffaele Lombardo, è che se una cosa la dice, prima o poi la fa, nel bene o nel male. “La situazione politica in Sicilia si sta normalizzando, tanto che cominciamo ad annoiarci. Vedremo di introdurre qualche dato di sconvolgimento che ci mantenga desti”, ha scherzato, secondo qualcuno solo fino a un certo punto, il presidente della Regione commentando, a margine dell’audizione alla commissione Ecomafie, le fibrillazioni politiche in Sicilia. “Stiamo lavorando. Quello che mi interessa è ciò che fanno l’Assemblea e il governo regionale”, ha aggiunto Lombardo. “Vedremo di introdurre qualche dato di sconvolgimento”, detto prima di entrare in commissione, dove il governatore dell’Isola ha presentato il nuovo piano dei rifiuti. Lombardo fa presagire grandi cose.

 

Udc e Pdl sono in pole position per lo "sconvolgimento", visto che il nuovo piano per gestire l’emergenza "munnizza" dovrà piacere per forza di cose al Partito democratico, che sulle riforme scommette e che domani presenterà alla stampa un ddl per la riduzione delle società partecipate dalla Regione, attraverso cancellazioni e accorpamenti.

 

Il piano rifiuti non sarà l’unico terreno di scontro. Dopo avere azzerato la vecchia maggioranza, quella che l’aveva portato a Palazzo d’Orleans con la schiacciante vittoria contro Anna Finocchiaro, e avere messo alla porta gran parte del Pdl e tutto l’Udc, per il presidente della Regione è arrivato insomma il momento di mettere mani alle riforme. Lombardo ne è consapevole, d’ora in avanti ci saranno pochi alibi. L’appoggio sulle riforme del Pd è un asso da spendere, perché Lombardo deve pur sempre fare i conti con i numeri dell’aula all’Assemblea regionale siciliana, che adesso parlano di soli 31 voti certi, quelli di Mpa, Pdl-Sicilia e di Mario Bonomo, deputato rutelliano. I 29 parlamentari del Pd sono manna, e anche se a Sala d’Ercole non c’è ancora stata l’occasione concreta di testare la nuova “liaison”, fatta eccezione per il “non-voto” del Partito democratico sui due ordini del giorno contro il presidente della Regione e l’assessore Gaetano Armao, presto capiremo di più. Il piano casa è il primo banco di prova per il Lombardo-ter. Se il Pdl e l’Udc hanno già cominciato a inondare di emendamenti il disegno di legge del governo, se ne contano già circa duecento, il Pd ha fatto sapere che non accetterà un piano che fomenti il “far west” edilizio. Anche per il partito di Lupo e Cracolici, insomma, il piano casa così com’è non va bene e ha bisogno di qualche ritocco. Il timore di tanti, ambientalisti in testa, e Pd compreso, è che il piano casa si possa risolvere in una grande sanatoria che metta in regola quello che invece dovrebbe essere abbattuto, come i capannoni industriali abusivi trasformati in grandi magazzini dell’Udc e ampliamenti e demolizioni anche in centro storico come chiesto dal Pdl.

 

Intanto alle parole di Lombardo replica il segretario regionale dell’Udc Saverio Romano: "Ce n’é abbastanza per indignarsi e per preoccuparsi – dice -. L’indignazione deriva dalla noia che prova Lombardo, che sarà sicuramente diversa da quella delle migliaia di disoccupati alla ricerca di un lavoro e dei quali lui si disinteressa al punto da arrivare persino ad annoiarsi".