(Gianpiero Caldarella)Tutti vogliono essere “il capo” e nessuno vorrebbe averne uno. In Sicilia l’abbiamo capito da tempo. Per afferrare il concetto basta guardare la pianta organica della Regione Sicilia, dove, esclusi i precari, in media ogni sei “poveri” dipendenti troviamo un dirigente. In altre regioni, come l’autonomo Friuli, il rapporto è di un dirigente ogni ventotto dipendenti. Nella nordica Puglia, addirittura, il rapporto è di 1 a 31. Bastano questi pochi dati per capire quanto siamo avanti e perché i friulani non meritano l’autonomia. Hanno una mentalità troppo chiusa, mischini, se non riescono a capire che potrebbero autonomamente mangiare a quattro ganasce, che il Signore un giorno la finirà di dare il pane a chi non ha i denti. Il sole non sorride mica a questi montanari e invece di passare le loro giornate in ufficio senza dover ricevere ordini da nessuno, in totale autonomia, si mettono in fila a bussare alla porta del dirigente.
Che stress! Qua in Sicilia, se ogni dirigente radunasse la sua task-force, tuttalpiù si riuscirebbe a ricavare il numero necessario per fare una partita a briscola in cinque. Quando va bene, naturalmente! Nei periodi di forte assenteismo al massimo si può giocare a scopa. Ci sono momenti in cui anche una partita a scopone è un’utopia. La Regione Sicilia è sempre stata generosa, come Re Mida: tutto quello che tocca diventa dirigenza. Vogliamo parlare delle nomine fatte nel 2007 all’ufficio stampa della Presidenza del Governo? Più di 20 giornalisti, tutti assunti per chiamata diretta e nominati caporedattore. Tutto diventa prezioso in questi casi, peccato solo che non abbiano trovato un nome adatto per nobilitare anche la parola “comunicato stampa”. Avrebbero potuto chiamarlo: “buona novella”, giusto per rifarsi a comunicatori un tantino più blasonati.
L’esempio migliore, però, è quello che viene dal Corpo Forestale della Regione Siciliana, dove hanno trovato impiego ben 855 persone, tra cui: 148 commissari, 693 ispettori e ben 14 tra sovrintendenti e agenti. Una distribuzione di ruoli evidentemente sproporzionata. Per quale motivo dovremmo continuare a pagare lo stipendio a quei 14 agenti? Siamo sicuri che siano siciliani e che abbiano capito le regole del territorio su cui devono vigilare? Come possiamo sperare che gli alberi e le piante crescano sotto il loro controllo se non riescono neanche a far crescere la loro busta paga?
Qualche mese fa un ispettore del Corpo Forestale mi raccontava che, essendo tutti ufficiali e sottufficiali, spesso accadeva che se un colonnello doveva spostarsi, l’unico autista disponibile era un maggiore o un capitano, cioè un altro ufficiale. Fin qui, niente di strano. Poi però succedeva che l’ufficiale superiore, ridotto in qualche caso ad autista per mancanza di personale subordinato, spesso si vergognava di ricoprire questo ruolo in divisa, con tanto di gradi e mostrine. Perciò usciva in borghese, per mimetizzarsi. Questo perché, a detta dell’ispettore, quando la gente vedeva un maggiore in divisa al posto guida, commentava più o meno così: “ma chi sta accumpagnannu ‘u papa?”. Il fatto è che la gente rosica ed è invidiosa e quindi questi signori ufficiali non si devono lasciare intimorire, devono essere fieri del loro ruolo. Anche perché, se il Vaticano fosse in Sicilia, di Papa ne avremmo fatto più d’uno. E che mancherebbero i cardinali da promuovere per anzianità?
