Salvatore D'Anna





Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all’Ars, non ci sta, e condanna la nascita del Pdl Sicilia, il nuovo gruppo parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana. Il Pdl Sicilia? E’ in contrasto con lo Statuto del Pdl e con il regolamento dell’Assemblea".

Leontini fa notare che "nel logo del presunto nuovo gruppo presentato all’Ars, è stato cassato il nome di Berlusconi, sostituito con quello di Sicilia". E il capogruppo del Pdl non nasconde tutta la sua irritazione. "Si è tentato di spaccare la coesione del Popolo della Libertà ma non soltanto questo. Mettiamo il caso, forse di fantapolitica, che domani si vada a votare: come si può presentare alle elezioni questo, che per me rimane fantomatico, Pdl Sicilia? Quello del Pdl è innanzitutto un contrassegno elettorale, riconosciuto per legge. Non lo possono assolutamente usurpare. Se vogliono proprio fare un nuovo gruppo all’Ars che lo chiamino in altro modo: suggerisco, magari, un semplice "Amici di Gianfranco…".

 

Intanto ieri al termine della seduta dell’Ars Alessandro Aricò (in ballottaggio per il posto di capogruppo del Pdl Sicilia insieme a Giula Adamo), ha dato notizia in Aula della lettera indirizzata al presidente dell’Assemblea regionale e, per conoscenza, al segretario generale del Parlamento siciliano, con la quale viene comunicata la "costituzione del gruppo parlamentare Pdl Sicilia espressione del Popolo della Libertà, presieduto a livello nazionale dall’onorevole Silvio Berlusconi".

 

Nella lettera si precisa, infine, che "con successiva nota verrà comunicata la composizione dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo medesimo". Seguono le firme dei 15 parlamentari che fanno parte del nuovo gruppo: Giulia Adamo, Alessandro Aricò, Giambattista Bufardeci, Michele Cimino, Giovanni Cristaudo, Carmelo Currenti, Luigi Gentile, Giovanni Greco, Carmelo Incardona, Ignazio Marinese, Livio Marrocco, Francesco Mineo, Raffaele Giuseppe Nicotra, Guglielmo Scammacca Della Bruca, Antonio Scilla.

 

Leontini è intervenuto in Aula, sostenendo che la formazione di un gruppo parlamentare che abbia "la medesima denominazione" di quello da lui presieduto "è irregolare, illegale, illegittima, anche rispetto al regolamento interno dell’Assemblea".