Il titolo dell’interrogazione si serve di un linguaggio sobrio. Gli interroganti chiedono “notizie in ordine al piano di informatizzazione della Regione siciliana con particolare riferimento agli affidamenti alla società ’Sicilia e-Servizi s.p.a.”. Sono deputati, tutti del Pdl, ne hanno diritto e fanno ciò che è loro richiesta, specie quando si sta all’opposizione, pretendere conto e ragione di ciò che fa il governo. L’attività ispettiva è il cuore, o meglio dovrebbe essere, il cuore del lavoro parlamentare. Da quando il Pdl ha lasciato il governo, ma non per sua volontà, l’attività ispettiva è diventata intensa, puntuale, diligente.
Le attenzioni sono state dedicate a questioni di indubbio interesse . Questioni come il conflitto d’interessi, la buona amministrazione, i costi delle aziende regionale, lo spreco di denaro pubblico. L’interrogazione, diretta al Presidente della Regione, su Sicilia-e servizi, sta in questo solco.
Se è sobrio il titolo, lo è meno il testo che, pur rispettando la liturgia delle interrogazioni, dove appunto si domanda e non si afferma né si sentenzia, è di quelli che mandano diritti sul tavolo della Procura della Repubblica o quasi.
I parlamentari regionali Pdl, primo firmatario il capogruppo Leontini, dedicano grande spazio alla storia della società partecipata, ricordando che “in data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta di un socio per la costituzione di una società denominata Società euromediterranea per lo sviluppo dell’informazione avente ad oggetto lo svolgimento delle attività informatiche di competenza delle amministrazioni regionali ed al quale affidare la realizzazione della piattaforma telematica integrata della Regione siciliana ai sensi dell’articolo 78 della legge regionale n. 6 del 3 maggio 2001”.
Il testo riferisce in dettaglio sull’individuazione del socio di minoranza; l’RTI, costituito tra le imprese AtosOrigin s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a.; la costituzione della società mista a prevalente partecipazione pubblica denominata ’Sicilia e -Servizi s.p.a’, con capitale intestato per il 51% alla ‘Sicilia e-Innovazione s.p.a.’ (oggi Regione siciliana) e per il restante 49% al socio privato di inoranza; la stipula di una convenzione quadro per la gestione delle attività informatiche di competenza delle amministrazioni regionali tra la Regione siciliana (all’epoca con Sicilia e-Innovazione) e la società privata ‘Sicilia E-Servizi Venture s.c.r.l.’, appositamente costituita dall’RTI di imprese AtosOrigin s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a, in conformità a quantoprestabilito nel bando pubblico di selezione del socio di minoranza.
“L’aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si obbligava, in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando pubblico di selezione del socio di minoranza, oltre che alla costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture, servizi e lavori per la realizzazione della cosiddetta ’Società dell’Informazione’ della Regione siciliana, al necessario graduale trasferimento di conoscenze e personale appositamente formato ed addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed autonoma la società Sicilia e-Servizi s.p.a”.
Fatta questa lunga premessa i dieci deputati firmatari, chiedono al Presidente della Regione un sacco di notizie, che qui elenchiamo: “se la società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l’avanzato stato di consolidamento delle proprie attività (ed in particolare fatturato ultimo consolidato 2008 di oltre 40 milioni di euro,contratti acquisiti, da parte dei Dipartimenti regionali nel 2009, per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi alla programmazione comunitaria 2007-2013 contrattualizzati tutti nel mese di dicembre 2009), continui ad operare, in dispregio a quanto previsto dal bando di gara, con assoluta prevalenza di personale ‘affittato’ dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei costi di gestione a carico dell’Amministrazione regionale;“se il processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi s.p.a. sia stato bruscamente interrotto dagli attuali amministratori della società, generando una condizione di illegittimo e spropositato vantaggio economico per il socio privato e determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione di superguadagno e notevolissimo spreco di risorse pubbliche rispetto ai costi che verrebbero sostenuti con personale interno adeguatamente formato dallo stesso socio privato, così come da bando di gara; se in ragione di tale scenario l’Amministrazione regionale, mantenendo tale stato di cose, abbia determinato una sostanziale quanto inaccettabile lievitazione di costi che non appaiono assolutamente in linea con il mercato attuale; se il socio privato (Engineering s.p.a. ed Accenture s.p.a. per il tramite di Sicilia e Servizi Venture scrl) operi il trattamento di dati sensibili, personali e riservati sia di tutto il personale dell’Amministrazione regionale (inclusi Assessori e Presidente) sia della cittadinanza siciliana tutta, con personale non legato da alcun patto di riservatezza verso l’Amministrazione, e che lo stesso personale, legato in modo subordinato e gerarchico al socio privato, venga ‘rivenduto’ ed addebitato a Sicilia e-Servizi s.p.a., e quindi regionale, a tariffe molto al di sopra delle conosciute e paragonabili evidenze di mercato; se l’attuale amministratore delegato di Siciliae-Servizi s.p.a., in qualità di dipendente subordinato della società Engineering s.p.a., operi (con ampi e assoluti poteri) in permanente ed inammissibile conflitto di interesse (gestendo i ruoli di fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-Servizi s.p.a., essendo quest’ultima una società regionale a prevalente capitale regionale; per sapere altresì quali siano: i motivi del mantenimento in essere di tale condizione di maggior favore ed illegittimo guadagno parte del socio privato a cui si permette di operare, in pieno conflitto di interessi, per il tramite dell’amministratore delegato ad esso, che sta gestendo nel suo privato la società a prevalente capitale pubblico e-Servizi s.p.a., ritardando artatamente il dovuto processo di ristrutturazione della società, come da chiara obbligazione contrattuale derivante dalla documentazione di gara e dai documenti contrattuali vigenti con l’Amministrazione regionale; lo stato di avanzamento del processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi s.p.a., con particolare riferimento al fatturato pro capite per dipendente, ove per dipendente si intende solo ed esclusivamente personale iscritto a libro matricola della società Sicilia e-Servizi s.p.a.; le tutele messe in atto dall’Amministrazione regionale, a protezione della privacy dei cittadini siciliani nonché del personale dell’Amministrazione regionale nella gestione di dati sensibili - affidati a Sicilia e-Servizi -, avendo riguardo alla verifica di tutta la filiera di operatori che trattano tali dati, con particolare riferimento agli del socio privato che non hanno alcun vincolo di riservatezza nei confronti sia di Sicilia e-Servizi s.p.a. che dell’Amministrazione regionale; come l’Amministrazione regionale, stante la complessità della filiera degli affidamenti diretti operati da Sicilia e-Servizi s.p.a., stia provvedendo al dovuto controllo della corretta aziendale di tutto il personale coinvolto nelle suddette attività nonché dei rispettivi sottostanti rapporti contrattuali di lavoro (anche ai fini di una verifica del rispetto delle leggi inerenti all’interposizione di mano ed il divieto di subappalti non autorizzato); un necessario piano di ottimizzazione delle spese inerenti a tale comparto, anche a mezzo del riacquisto (previsto dall’originario bando di gara) a valore nominale delle quote societarie detenute dal socio di minoranza; un chiaro prospetto riassuntivo circa lo stato delle forniture, fino ad oggi consegnate regionale da Sicilia e-Servizis.p.a., e della loro accettazione, collaudo e corretta funzionalità, completo del valore economico di acquisto e dei pareri di congruità tecnico/economica rilasciati dall’organismo di vigilanza CCSIR; le evidenze documentali che attestino, come richiesto dal bando di gara, che i sistemi informativi sviluppati dal socio privato siano di esclusiva proprietà dell’Amministrazione regionale.
“Tali documenti devono essere finalizzati a tutelare pienamente l’Amministrazione dalla rivendita fraudolenta della suddetta proprietà regionale, daparte del socio privato, in altri contesti nazionali internazionali; i motivi per cui, stante la palese inadempienza del socio privato in merito alla strutturazione di Sicilia e-Servizi s.p.a., l’Amministrazione regionale non si sia ancora determinata ad escutere la fideiussione di 20 milioni di euro posta a tuteladel rispetto delle obbligazioni poste in capo al socio privato; come l’Amministrazione regionale possa consentire che, nel delicato periodo precedente il prossimo bando di gara necessario per la scelta del nuovo socio privato, sia l’attuale socio privato a gestire la sua stessa fuoriuscita, avendo quest’ultimo pieni poteri nella gestione dell’azienda Sicilia e-Servizi s.p.a.”
All’interrogazione è seguita la “relazione esplicativa”, come richiede il regolamento dell’attività ispettiva. La relazione offre la versione della società Sicilia – Servizi.
“In esecuzione all’art.78 della legge regionale n.6/2001, con D.D.G. n. 206 dell’11/03/2005 la Regione Siciliana”, sostiene la relazione, “ha indetto una articolata procedura selettiva, assimilata negli atti di gara all’appalto concorso, per l’individuazione di un soggetto: A) in grado di “svolgere” in qualità di “socio di minoranza” – vedi Capitolato Speciale d’Appalto art.1.3 pag.7 – attività quali:
§ la progettazione, la realizzazione e la gestione di sistemi e servizi informatici e telematici ed attività connesse;
§ la reingegnerizzazione e la gestione di sistemi già in esercizio presso le amministrazioni regionali o servizi erogati dalle stesse;
§ l’informatizzazione delle singole amministrazioni regionali e dell’ erogazione di servizi ai cittadini ed alle imprese, anche attraverso lo sviluppo dell’infrastruttura info-telematica di interconnessione in area regionale;
§ la gestione tecnico-operativa e la conduzione tecnico-applicativa di quanto ha realizzato in qualità di fornitore della PTI Sicilia;
§ la pianificazione, la gestione e l’organizzazione di risorse per imprimere, alla Società costituenda, una impronta tecnico-impren-ditoriale;
§ il perseguimento degli obiettivi della Società stessa, ed in particolare delle azioni necessarie all’attuazione efficace del piano strategico e del piano operativo della costituenda Società mista, come meglio specificato nella bozza di convenzione quadro per l’affidamento di attività informatiche di competenza delle amministrazioni regionali, inclusa tra la documentazione di gara.
B) in grado di “provvedere”, “in qualità di fornitore” – vedi Capitolato Speciale d’Appalto art.1.3 pag.7 – alla realizzazione della PTI Sicilia, e quindi in grado di progettare, sviluppare e mettere in esercizio un ambiente tecnologico info-telematico che svolga le azioni e raggiunga degli obiettivi attraverso, ad esempio:
§ il sostegno per la dotazione strumentale della struttura preposta allo sviluppo della società dell’informazione;
§ la realizzazione di reti telematiche;
§ la fornitura, sviluppo e realizzazione di sistemi per l’integrazione e l’interoperabilità e l’accesso di informazione dei flussi documentali delle singole amministrazioni;
§ lo sviluppo e la realizzazione di progetti ed interventi di automazione del workflow documentale;
§ lo sviluppo e la realizzazione di progetti ed interventi relativi a servizi di “front office” e “back office” per cittadini e imprese;
§ l’innovazione degli strumenti tecnologici per lo sviluppo dell’infra-struttura;
§ le forniture e la realizzazione di punti di accesso pubblici; le forniture, lo sviluppo e la realizzazione di sistemi e servizi info-telematici a livello applicativo, sia di tipo “orizzontale” che “verticale”.
