Salvatore D'Anna

"Mi preoccupa la situazione del Pd in Sicilia". Lo ha detto la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro. "Ancora non ho ben capito – aggiunge – In Sicilia si muovono molte cose, spesso in anticipo. Non ho ben capito se ci sono idee diverse, se è un partito siciliano dove confluisce un pezzo del Pd che ritiene di costruire intorno alla Sicilia e alle sue esigenze un partito nuovo, se è l’ipotesi di federalismo di cui si parla nello statuto del partito o se c’é in prospettiva l’ipotesi di governo in Sicilia. Vorrei capire un po’ meglio. Lasciamo diradare i fumi e poi vedremo".

 

"Parliamone fuori dai denti, le guerre di posizione e le tattiche non sono concepibili. Ho giudicato in maniera severa quello che è successo il giorno dopo la manifestazione del Palalottomatica. Il fatto che un artista, non iscritto al Pd, salga sul palco e dica una cosa che sentiva di dire, e che questo venga utilizzato strumentalmente la domenica per offuscare una giornata bellissima di lavoro serio, che mostrava un Pd forte e unito, lo trovo non commentabile". Cosi dai microfoni di Repubblica Tv Anna Finocchiaro sollecita un confronto alla luce del sole all’interno del Pd, senza nascondersi dietro ai pretesti. "A cominciare dal ‘compagni e compagne’ di Fabrizio Gifuni". "Posso capire tutto – ha detto Anna Finocchiaro – ma non che autorevolissimi rappresentanti del partito e dei gruppi si attacchino a una vicenda del genere. Tradiscono una intenzione e una pratica, un modello, una strategia giocata sul trovare ogni giorno una cosa: lo fanno apposta". Per poi aggiungere: "c’é una difficoltà? Bene, parliamone. Non è ammissibile che in un momento come questo per l’Italia questa discussione avvenga così, sotterranea. Se ne parli, nessuno si sottrarrà ". Non deve alimentare polemiche sotterranee nemmeno l’imminente nomina di Massimo D’Alema alla guida della Foundation for european progressive studies: "Questo potrebbe far respirare chi ritiene che se D’Alema sta fuori dalla politica di ogni giorno è meglio. Io non sono di questa opinione. Ma un partito che si pone come un grande partito riformista se non sta dove ci sono le avanguardie dove sta? Se non ha voce, non è protagonista del dibattito, dove sta?". Nella stessa intervista, Finocchiaro si dice preoccupata per la situazione del Pd in Sicilia anche se chiarisce di non aver ancora ben capito. "In Sicilia – spiega Finocchiaro – si muovono molte cose, spesso in anticipo. Non ho ben capito se ci sono idee diverse, se è un partito siciliano dove confluisce un pezzo del Pd che ritiene di costruire intorno alla Sicilia e alle sue esigenze un partito nuovo, se è l’ipotesi di federalismo di cui si parla nello statuto del partito o se c’é in prospettiva l’ipotesi di governo in Sicilia. Vorrei capire un po’ meglio. Lasciamo diradare i fumi e poi vedremo".

 

"La Sicilia va riformata, ci vuole coraggio, progetto e innovazione. In merito alla soppressione degli Ato rifiuti, alla differenziata, al ritorno alla gestione pubblica dell’acqua, alla sanità … bisogna attuare le riforme che abbiamo sostenuto in Assemblea regionale e continuare su questa strada: abolizione delle province, scuola a tempo pieno, creazione di posti di lavoro. Un partito autonomo e federato ad un grande partito nazionale, moderno e avanzato, in grado di trovare formule di successo territorio per territorio, che incidano nella politica e nella società: di questo ha bisogno non solo la Sicilia, ma tutto il Paese per lanciare una sfida positiva al cambiamento, scardinare il sistema politico e battere il centrodestra. Altro che secessione! Si tratta di una svolta culturale che matura e cresce non solo al Nord, ma anche in Sicilia e nel Mezzogiorno". Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia in una nota pubblicata sul suo sito, www.giuseppelumia.it.

"Le migliori culture progressiste – aggiunge Lumia – procedono nella direzione di un grande partito federato che sposi le ragioni dei territori. I siciliani hanno bisogno di un vero cambiamento, che parta da noi per sconfiggere il clientelismo, la mafia, l’assistenzialismo. Un cambiamento necessario per scomporre quell’Italia duale secondo cui il Nord produce e il Sud consuma e costruire un’altra Italia unita, in cui il Mezzogiorno sia libero dalla politica che passa il suo tempo a intermediare e in cui tutte le regioni diventino terre di produzione, secondo specificità e vocazioni". 

E a chi in questi giorni si è lasciato andare a critiche infondate e offese personali Lumia dice "E’ normale che una parte del ceto politico si faccia prendere dal terrore e reagisca con isteria e insulti. La paura del cambiamento è forte e produce strane reazioni, ma il cambiamento è inevitabile e deve trovare una classe dirigente che se ne faccia carico. Meglio assumersi responsabilità coraggiose, piuttosto che tirare a campare e posteggiare il Pd su posizioni marginali nella società e consociative, mentre si grida forte e ci si straccia le vesti con dichiarazioni vuote di argomenti e contenuti".

 

“Il PD, al contrario del PDL, non ha bisogno di scissioni per marcare il suo profilo autonomista”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del Partito Democratico.

“Tutto il partito, complessivamente, ha sposato la linea delle riforme e si oppone al governo nazionale nemico del Mezzogiorno. C’è bisogno di un governo regionale che affronti le emergenze e difenda la Sicilia dall’aggressione di Berlusconi, Bossi e Tremonti. Se si riesce in questa legislatura bene, altrimenti – conclude Faraone – meglio tornare al voto piuttosto che galleggiare”. 

 

"Ho condiviso e sostenuto, senza riserve, il percorso di collaborazione per le riforme con il governo Lombardo, perché tale percorso fu approvato a larga maggioranza dalla assemblea regionale del partito. Tale percorso, utile agli interessi della Sicilia, con l’approvazione della legge finanziaria, che per molti aspetti porta il segno del contributo e delle idee del Pd, ha concluso una sua tappa. Anche la nuova fase politica che si è aperta ora deve avere l’avallo e il sostegno degli organismi politici del partito". Lo dice il parlamentare regionale del Pd, Bruno Marziano. "La proposta del governo tecnico avanzata dal capogruppo del Pd, che personalmente condivido, o eventuali altre ipotesi di collocazione del Pd alla Regione Siciliana – continua – non possono che avere la forza della condivisione negli organismi. Il modo in cui, invece, si è sviluppato in questi giorni, il dibattito sulle prospettive del rapporto tra Pd e governo Lombardo e ancor più le fughe in avanti che ipotizzano un Pd siciliano autonomo e forse anche contrapposto a quello nazionale, rischiano di balcanizzare il partito e in modo irreversibile". "L’autonomia politica nei confronti del Pd nazionale – conclude il parlamentare – si conquista con la credibilità e l’autorevolezza ed il protagonismo del gruppo dirigente regionale, che deve avere la capacità di fare rimettere la Sicilia ed il meridione al centro dell’agenda politica nazionale, e non con ipotesi di questa natura alle quali, personalmente, non sarei minimamente interessato".