Salvatore D'Anna

"Di fronte ai gravi problemi che condannano la Sicilia al sottosviluppo e ad un governo regionale inadeguato a continuare la strada delle riforme e ad attuare quelle sostenute all’Assemblea regionale dal Pd è necessario un Partito che sappia sfidare la politica siciliana sul terreno delle riforme e innovarla a partire dai bisogni concreti dei cittadini, delle imprese, dei soggetti più deboli e svantaggiati". Lo scrive il senatore del Pd Giuseppe Lumia sul suo blog. "Quello che mi sta a cuore – aggiunge Lumia – è che i giovani trovino lavoro a casa propria, gli ospedali funzionino sempre meglio, la raccolta differenziata vada a regime, le imprese siano messe nelle condizioni di investire e creare posti di lavoro e ricchezza, la scuola funzioni bene e a tempo pieno, che le riforme volute dal Partito democratico sulla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, sull’abolizione degli Ato rifiuti e la riorganizzazione del servizio di raccolta e smaltimento trovino completa attuazione". "Negli anni – ricorda il senatore del Pd – chi è stato al governo in Sicilia ha costruito sistemi di potere burocratico-clientelare e affaristico-mafioso che condizionano la libertà di voto dei siciliani. Ecco perché nella nostra Isola non è mai esistita una politica dell’alternanza, basti pensare alle rielezioni di Cuffaro e di Cammarata, nonostante nei loro primi mandati abbiano colpito a morte la Regione e la città di Palermo. Rispetto a tale situazione il Partito democratico siciliano – conclude Lumia – deve trovare formule vincenti, capaci di incidere nella politica e nella società. Nasce da qui l’esigenza di un Pd autonomo e federato a quello nazionale che metta al centro i contenuti, le riforme, l’innovazione, la legalità e lo sviluppo".

 

"Il Pd siciliano ha già tutta l’autonomia che serve ed è già federato con il partito nazionale. Quello dell’autonomia è un falso problema". Lo ha detto il segretario regionale del Partito Democratico siciliano Giuseppe Lupo. "La vera priorità del Pd – aggiunge – è rafforzare l’unità interna valorizzando la partecipazione. Basta con le polemiche. La nostra base ci chiede responsabilità, coesione e impegno per affrontare le emergenze della Sicilia e costruire l’alternativa riformista per battere la destra". "In pochi mesi – continua Lupo – il nostro partito ed il gruppo del Pd all’Ars hanno fatto un buon lavoro. Siamo riusciti a realizzare buone riforme e non capisco perché adesso improvvisamente avremmo bisogno di maggiore autonomia per realizzarne di nuove". Per Lupo "Tutte le nostre scelte sono state assunte dagli organismi democraticamente eletti in Sicilia senza intromissioni romane. Non saranno le correnti e i ‘caminetti’ a decidere la linea politica del Pd in Sicilia ma gli organismi".

 

“Se Lumia intende svincolarsi dal Partito democratico per avere mani libere nei suoi strani rapporti con Lombardo, Micciché, e quindi con Dell’Utri,  lasci il seggio al Senato che gli è stato attribuito con deroga allo Statuto per il suo impegno antimafia”. E’ quanto afferma Bernardo Mattarella, deputato regionale del Pd in merito alle dichiarazioni del senatore Lumia sul modello di partito in Sicilia.
“Il progetto politico del Pd – continua il parlamentare – è ovunque, a Palermo come a Roma, alternativo al partito di Berlusconi e alle sue filiali siciliane”.

 

"Alcuni esponenti del Pd stanno facendo salti mortali per distruggere ciò che resta del centrosinistra siciliano e aiutare Lombardo a restare in sella nonostante gli enormi guai giudiziari". Lo afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della sinistra. "Purtroppo l’azione di Lumia, anziché ricostruire un’alternativa e una speranza – aggiunge l’esponente dei Comunisti italiani – sta ridando fiato a un becero trasformismo che renderà sempre più la Sicilia schiava dei poteri forti. E tutto ciò è molto triste per un uomo di punta dell’antimafia come Giuseppe Lumia. Lancio un appello a Lumia – conclude Licandro – fermati e riprendi un cammino di linearità e di costruzione di un blocco democratico, legalitario e antimafioso".

 

"Se qualcuno nel Pd vuole fare fughe in avanti le faccia da solo, per quanto mi riguarda parla a titolo personale". Lo dice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo Pd all’Ars, in merito alle recenti dichiarazioni del senatore Beppe Lumia sul modello di partito in Sicilia. "Prima di prendere decisioni – prosegue – sono abituato ad ascoltare la base, e così continuerò a fare. Figuriamoci se posso ratificare posizioni prese da altri, che non ho delegato".

 

"Il Pd Sicilia è l’ennesimo esempio di una politica portata avanti nel chiuso delle stanze e in spregio della volontà dei siciliani. Una vittoria per Lombardo e Micciché, una sconfitta per l’Isola e per quel popolo delle primarie che aveva chiaramente chiesto al Pd di costruire una vera alternativa al centrodestra". Lo ha detto Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo. "Tra i democratici siciliani – aggiunge – ci sono dei notabili che si vantavano di aver spaccato il centrodestra, quando invece hanno spaccato il Pd e il centrosinistra. Gli stessi notabili che fino a poco tempo fa tuonavano contro Lombardo e Micciché, accusandoli di aver affossato e depredato la Sicilia, e che adesso condividono il loro stesso progetto. Un progetto fallimentare".

 

"Il sen. Lumia prova a nascondere sotto false parvenze di autonomismo l’accordo con Micciché: spaccare il Pd in Sicilia per poter convivere con il Pdl nel governo regionale. E’ una responsabilità gravissima quella che si assume, che può spiegarsi solo come uno scambio di garanzie sul proprio destino personale. Dicano allora chiaramente Lunia e i suoi novelli milazzisti quali sono i trenta denari che hanno ricevuto in cambio della distruzione del nostro partito". Lo dice la deputata Pd Alessandra Siragusa.

 

"Quello che è certo è che al Pd non servono divisioni". Lo dice Elio Galvagno, deputato regionale del Pd, intervenendo nel dibattito in corso sul modello di partito da adottare in Sicilia. "All’articolo 1 del nostro statuto nazionale – aggiunge – si legge proprio che il Partito Democratico è partito federale. E un partito federale non si fonda sul contrasto con la struttura nazionale, ma sulla capacità di trovare un equilibrio tra le scelte politiche nazionali e le urgenze locali". "Non ci vuole certamente un Pd della Sicilia, come non ci vuole un Pd del Nord – conclude – Ci vuole un Pd che la smetta di parlare di se stesso e parli ai siciliani dei loro problemi, con azioni e politiche quotidiane, proseguendo nel cammino di riforme che stiamo faticosamente cercando di portare avanti e lavorando, semmai, perché la questione meridionale torni ad essere questione nazionale".

 

"Il Pd è in una fase di costruzione: in Sicilia ha lavorato bene, amplificando i contrasti nel centrodestra e contribuendo a varare una finanziaria il più possibile vicina alle esigenze dei siciliani. Adesso si apre una nuova fase, che dovrà essere valutata dagli stessi organismi che ci avevano dato pieno mandato per intraprendere la strada delle riforme". Lo dice Pino Apprendi, deputato regionale del Pd a proposito del dibattito in corso in Sicilia sul modello di partito da attuare. "L’unica cosa certa – aggiunge – è che non ci faremo imporre diktat da Micciché, che tiene mezza faccia qui e mezza a Roma, rimanendo sottosegretario nel governo Berlusconi che affama la Sicilia, e gioca su due tavoli anche a Palermo, criticando Cammarata e poi rifiutandosi di votare la mozione di sfiducia ad uno dei peggiori sindaci che il capoluogo ricordi".

 

"Sono processi inevitabili: proporzionalmente al peso che la Lega o gli autonomisti assumono nel centrodestra, si creano delle reazioni di legittima difesa sul territorio". Lo dichiara Massimo Cacciare al Post, il giornale online diretto da Luca Sofri, a proposito della creazione di un Pd siciliano autonomo e federato ad opera di Giuseppe Lumia. "Andrebbe bene se ci fosse un disegno generale che non c’è – prosegue Cacciari – Queste sono soltanto reazioni alla Lega e ai leghismi che divorano il PdL e anche il PD". "Nel Pd non capiscono niente del Nord – critica ancora l’ex sindaco di Venezia – non capiscono un c….. Vedrete che il primo che capirà cosa succede sarà ancora Berlusconi, che già lo ha fatto con la Lega e ora andrà sempre più dietro agli autonomismi della Sicilia. Ma il PD non capisce un c….". "Sta andando tutto in malora – insiste Cacciari – questo paese va in malora e non se ne accorgono. Chiamparino capisce le cose, anche Penati, ma poi sono tutti ex comunisti: si odiano, si ammazzerebbero ma poi devono stare insieme, è più forte di loro. Io sono stufo di cercare di far ragionare i suicidi", conclude Cacciari.