Giuseppe Lupo, della mozione Franceschini, è stato eletto segretario regionale del Pd in Sicilia. Ha ottenuto 122 voti su 123 votanti: uno è andato al senatore Giuseppe Lumia, l’altro candidato al ballottaggio, che però aveva abbandonato per protesta i lavori. Dei 180 delegati (71 della mozione Franceschini, 53 della Bersani e 53 di Lumia, candidato autonomo) erano presenti 175, prima che i sostenitori di Lumia abbandonassero i lavori. I delegati della mozione Bersani, già all’indomani delle primarie, avevano dichiarato di sostenere la candidatura di Lupo. Il neo segretario, subito dopo la proclamazione, ha chiesto al capogruppo del Pd all’Assemblea regionale, Antonello Cracolici, di rimettere il mandato a disposizione del partito "come è stato fatto nel parlamento nazionale".
"Il discorso di Giuseppe Lupo all’assemblea regionale del Pd è stato un esempio di proposta lucida sia sul futuro della Regione che sul comportamento dei gruppi nelle assemblee elettive rispetto ai governi della destra. Su quel discorso si poteva e si doveva auspicare una larga convergenza". Lo afferma il consigliere comunale di Palermo del Pd, Maurizio Pellegrino. "L’abbandono dell’assemblea da parte della mozione Lumia – aggiunge – non è stato soltanto il clamoroso autogol di un candidato e di un’area che hanno cercato di rovesciare il tavolo che li vedeva perdenti, ma un segnale di estrema debolezza politica che fa seguito ai numerosi mugugni che in quell’area cominciano a manifestarsi e che avrebbero certamente trovato il modo di manifestarsi nel voto segreto". "Se veramente l’area Lumia avesse potuto sicuramente contare sui propri voti poteva legittimamente sperare di acquisirne altri nel voto segreto. Invece non si fidano più gli uni degli altri, tutti sono pronti a trattare e questa scelta estrema è stato l’unico modo per controllarsi a vicenda". "Stupisce – conclude – che persone avvedute di quell’area si stiano facendo trascinare in una deriva senza fine e mi auguro che molte voci si levino subito a prendere le distanze da una linea eversiva della normale convivenza democratica così come è già avvenuto oggi con la partecipazione al voto di loro autorevolissimi esponenti".
"Si voleva fare un congresso pilotato, senza dibattito, senza progetto, col solo obiettivo di ratificare un organigramma delle poltrone già chiuso: nuovo capogruppo all’Ars Bernardo Mattarella e così via per la presidenza e la vice segreteria regionale". Lo afferma in una nota il senatore Giuseppe Lumia. "Per questo – aggiunge – abbiamo deciso di abbandonare i lavori, per non diventare complici di un gioco di potere che vuole stritolare la vera essenza della democrazia e che con il Partito democratico non ha nulla a che vedere". "La presidenza dell’Assemblea – aggiunge Lumia – ha stravolto il programma dei lavori dando a Bernardo Mattarella, escluso dalla competizione, la possibilità di intervenire alla stregua di un candidato al ballottaggio e, allo stesso tempo, impedendo che si aprisse un confronto tra i delegati. Di fronte a questo non potevamo stare al gioco di un preambolo, quello dell’accordo Lupo-Matarella, funzionale alla ricomposizione del centrodestra e al ritorno del cuffarismo. Non è un caso se sia Mattarella che Lupo nei loro interventi non hanno parlato di programma, ma hanno posto come priorità le dimissioni di Antonello Cracolici da capogruppo, con cui hanno condiviso la linea di innovazione del Pd all’Ars". "Il nostro progetto – conclude Lumia – comunque continuerà e metterà al centro la formazione all’interno del Partito, un contrasto netto alla privatizzazione dell’acqua e alla mala gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e un grande investimento sulla scuola".
