Da ieri sono partiti in pompa magna, su input del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, i tanto chiacchierati test antidroga volontari destinati ai parlamentari. Una misura atta a verificare la presenza, più o meno diffusa, di stupefacenti tra i deputati e i senatori. Da lunedì
Nel primo giorno di test sono stati 28 i parlamentari a sottoporsi all’esperimento. La prima è stata Luciana Pedoto del Partito democratico, seguita a stretto giro di posta, tra gli altri, dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. Naturalmente, come ha sottolineato lo stesso Casini, questo rimane più un fatto simbolico che statistico. Il motivo è subito spiegato. Un test volontario, di cui i parlamentari erano a conoscenza, perde di valore intrinseco. E’ ovvio, infatti, che chi decide di sottoporsi al test pur facendo, in via ipotetica, uso di droghe smette di assumerne nei giorni precedenti.
Da un punto di vista strettamente scientifico e diagnostico, infatti, la permanenza di tracce di cocaina nelle urine varia dai
A questo punto una domanda sorge spontanea: ha davvero senso un test volontario in cui il diretto interessato viene a conoscenza del controllo diversi giorni prima? Realizzato così sembra una classica operazione di propaganda, inutile sul piano pratico. Molto più efficace sarebbe un test a sorpresa, magari reso obbligatorio da una legge approvata in Parlamento. Tutto molto difficile, se non impossibile. Basti pensare alla collettiva alzata di scudi quando furono “Le Iene” a effettuare un controllo a sorpresa per 50 parlamentari, scoprendo che uno su tre faceva uso di stupefacenti. L’episodio incriminato non andò mai in onda e la trasmissione di Italia 1 ne fece le spese anche a livello penale. Allora a che serve questo test volontario? Ad alimentare ancora di più la cultura del sospetto verso chi non decide spontaneamente di farlo? A dimostrare che il Parlamento italiano in realtà è “pulito”, al di là di ogni maldicenza popolare? Chi scrive non sa darsi una risposta mentre riesce ad essere abbastanza convinto sull’inutilità di un test così strutturato.
