Prende corpo, grazie alla Binetti, la pattuglia degli ex Pd all’interno dell’Udc. La rappresentazione plastica della loro presenza arriva dalla conferenza stampa di presentazione di Paola Binetti, ultimo degli arrivi nel partito dei centristi. In prima fila, oltre a Pier Ferdinando Casini, Rocco Buttiglione e la stessa Binetti, siedono Enzo Carra, Renzo Lusetti e Dorina Bianchi. Tutti fuoriusciti ”senza calcoli”, assicura Carra, ma con la consapevolezza che nel Pd non c’era più spazio. Binetti lo dice chiaro e tondo quando punta l’indice contro i radicali, portatori di una ”cultura deflagrante” che ”destabilizza il progetto originario del Pd”. Nessuna sorpresa per Casini che chiosa: ”Al progetto del Pd non ho mai creduto”. Mentre lancia il progetto centrista di una nuova formazione che scardini il bipolarismo.
”Con i radicali -sottolinea Binetti- ci può essere dialogo e c’è stato su molti temi, dalla povertà, alla fame nel mondo, alla pena di morte”. Tutti argomenti però, mette in risalto la parlamentare, sui quali i cattolici ci sono da sempre. Basti pensare all’azione della Caritas o della comunità di Sant’Egidio. Insomma, i cattolici, lascia intendere, non hanno nulla da imparare su queste questioni dalla cultura radicale. ”Non si può consegnare a loro il governo, come è successo nel Lazio”, sbotta Binetti. ”Lo spettro -avverte- è una deriva zapaterista del Pd, con un’atmosfera insopportabile".
Binetti sottolinea i tanti attestati di stima che le sono pervenuti all’interno del Pd. Da Rosy Bindi a Pierluigi Castagnetti, da Beppe Fioroni a Giorgio Merlo a Maria Pia Garavaglia e tanti altri. Ma è il progetto che non tiene più, sostiene. Quel progetto che invece ha ritrovato nell’Udc: ”Voglio contribuire alla costruzione di un soggetto nuovo che come minimo arrivi a due cifre”.
Casini spiega: ”Oggi si pensa alle elezioni, ma noi abbiamo il progetto di raccogliere tutte le persone che sono a disagio in questo bipolarismo e costruire una casa nuova. Con Francesco Rutelli e l’Api e con le altre formazioni le strade sono destinate ad intersecarsi, con pari dignità. Dopo le amministrative -continua- dobbiamo chiamare un time out e impegnarci nel costruire le fondamenta di un partito nuovo”.
”E’ un grande onore e una grande gioia la scelta di Binetti di aderire al nostro gruppo. Nella battaglia sulla bioetica -sottolinea Buttiglione- è stata un simbolo del cattolicesimo italiano. Ha scelto un impegno cristiano in politica e l’ha portato con grande coraggio nel Pd, quando si pensava che il Pd potesse essere una sintesi di diverse culture. Fu D’Alema -ricorda- a dire che il Pd più che una sintesi è un miscuglio e da un miscuglio viene fuori confusione e degrado”.
E quella sintesi che nel Pd è fallita può riuscire al centro, ”all’interno di un progetto -dice Binetti- che si interroghi sui problemi e cerca soluzioni nuove. La politica ha bisogno di ricreare una forte elaborazione culturale, un grande disegno politico governato dal centro che vada oltre la conflittualità del bipolarismo malato”.
Paola Binetti contro il suo ex partito. Irritazione fra i democratici. “Perché non lascia il Parlamento?
16 febbraio 2010 - 15:13
Salvatore Parlagreco
