La commissione tributaria provinciale ha stabilito che il rincaro del 75% della Tarsu, la tassa sui rifiuti, deciso dalla giunta comunale di Palermo nel 2006, è illegittimo anche per gli anni successivi. Questo vuol dire che i cittadini possono chiedere il rimborso sulle cartelle dal 2006 al 2009.
La sentenza dei giudici tributari segue la presentazione del ricorso di un cittadino che nel 2008 ha impugnato la cartella del 2007 chiedendone l’annullamento, tra le tante motivazioni, per l’illegittimità dell’aumento deciso dalla giunta e non dal consiglio comunale come prevede, invece, la legge. La decisione della commissione tributaria, contro la quale il Comune potrebbe ricorrere in appello, va così a integrare la decisione del Tar che giudicava illegittimo l’aumento per il 2006. Intanto, in previsione dei ricorsi che i cittadini presenteranno, il Pd mette a disposizione i moduli per il rimborso.
"Il Partito Democratico sta mettendo a disposizione di patronati e associazioni di imprese e commercianti i moduli – dice il capogruppo al Comune Davide Faraone – per ottenere il rimborso della Tarsu richiesti indebitamente dal Comune". "Abbiamo fatto dei conti – continua – e abbiamo visto che il risparmio medio per famiglia, calcolando l’incidenza della Tarsu dal 2006 al 2009, su una media di 90 mq ad appartamento, è di circa 350 euro. Se consideriamo la crisi che attraversano le famiglie e l’iniquità del provvedimento voluto da Cammarata e dai suoi soci, il risparmio è di certo notevole".
I cittadini che hanno già pagato la tarsu dal 2006 al 2008 possono presentare istanza di rimborso direttamente al Comune, mentre chi non ha ancora pagato può impugnare la cartella e presentare ricorso alla Commissione tributaria.
