(I.P.) Sit in, martedì mattina davanti Palazzo d’Orleans, di tutte le sigle sindacali dei dipendenti pubblici regionali per protestare contro l’interruzione del confronto negoziale Governo-sindacati. Una protesta sindacale unitaria di tutti i dipendenti regionali non accadeva da almeno 3 anni, dall’ultima lotta per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.
In prima fila la Cisl e la Cgil, ciascuno rimarcando le loro priorità di lotta.
Così, per la Cisl Funzione Pubblica di Palermo le sue priorità prescelte sono : la definizione del processo di stabilizzazione dei precari e la ripresa della concertazione sul ddl governativo del personale. “Non si capisce perché – puntualizza Paolo Montera responsabile dei dipendenti regionali della Cisl Fp Palermo – il Governo regionale stia tentando di legiferare su materie che non gli competono, perché sono di indubbia natura contrattuale”
“Il governo Lombardo – incalza Paolo Montera – si è presentato ai cittadini come governo delle riforme. Dopo la deludente gestione della p.a. regionale dell’assessore Giovanni Ilarda, con gli assessori Armao prima e Chinnici dopo, si era riusciti ad incanalare un dialogo su alcuni importanti temi e scelte che riguardano la gestione e l’inquadramento del personale regionale.”
“Per cui , ora, ci appare ancora più grave – prosegue Montera – l’indifferenza mostrata dal Governo della Regione nei confronti del personale precario interno, talvolta, da oltre vent’anni. Personale di cui continua a non occuparsi ne l’articolato della finanziaria né gli emendamenti sin’ora previsti.”
Un fatto che ha deluso tutti i sindacati e che rischia di incrinare lo stesso sin’ora proficuo sistema di relazioni sindacali che si era instaurato tra i sindacati della Funzione Pubblica ed il Governo regionale.
“non è accettabile che in Finanziaria siano stati introdotti numerosi emendamenti – accusa Montera – di natura contrattuale, invece continuando ad ignorare personale dipendente a tempo determinato, in servizio attivo anche da più di vent’anni. Posto che stabilizzare questi 6.400 precari interni all’Amministrazione, utilizzati da oltre un decennio, non costerebbe alle casse della regione un aggravio reale di costi neanche di un euro.”
Se davvero il governo Lombardo intende riformare la Pubblica Amministrazione regionale, rendendola più produttiva – conclude la Cisl Fp Palermo – non può prescindere dall’attuazione di un efficace assetto, stabile e capace di premiare i tanti dipendenti meritevoli e ciò può avvenire soltanto riprendendo il dialogo con le organizzazioni sindacali su tutte quelle questioni irrisolte come il rinnovo dei contratti, il precariato e il disegno di legge sul personale”.
Michele Palazzotto ed Enzo Abbinanti della Fp Cgil Sicilia. “Alle rivendicazioni contrattuali e per una riforma burocratica che finalmente premi il merito e individui le responsabilità della cattiva amministrazione a tutti i livelli (e non solo tra il personale) – sottolineano Palazzotto e Abbinanti – si unisce le battaglia, anche questa unitaria, per servizi più efficienti. Non è un particolare di poco conto. E’ una presa di posizione ma anche un atto di responsabilità delle sigle sindacali. Perché, dal di dentro, sappiamo meglio di altri cosa hanno prodotto i processi di privatizzazione avviati in Sicilia con la compiecenza, a volte, anche di pezzi del nostro mondo: nuove assunzioni a discrezione di pochi e senza vere selezioni, società miste con nuovi Cda dai gettoni sonanti, costi lievitati per i cittadini, servizi di bassa qualità. Sprechi che non possono più essere consentiti”.
