Giulio Giallombardo

È terminata soltanto poco prima delle sei di questa mattina la seduta del Consiglio comunale di Palermo al termine della quale è stata decisa la ricapitalizzazione dell’Amia, l’Azienda municipale per i rifiuti, con la cessione del 49 per cento delle quote azionarie della compagnia del gas Amg. Astenuto il centrosinistra. Adesso spetta al Tribunale fallimentare decidere se la ricapitalizzazione è sufficiente. Rinnovato, inoltre, per quattro mesi il contratto di servizio Gesip con lo stanziamento di dieci milioni di euro con fondi Cipe. Per tutta la notte dipendenti Gesip e Amia hanno manifestato davanti alla sede del Comune per chiedere garanzie sul loro lavoro.

 

La ricapitalizzazione è stata votata dal Pdl e dall’Udc, mentre Mpa, Pd e Idv si sono astenuti. Sull’Amia grava un’istanza di fallimento presentata dalla Procura di Palermo che ha accertato un passivo di circa 119

milioni. Mentre la stessa ex municipalizzata, in una memoria depositata al tribunale, ha indicato in oltre 201 milioni l’ammontare dei debiti della società al 30 settembre del 2009.

 

Sulla vicenda i giudici dovrebbero pronunciarsi il 20 gennaio. In ginocchio per i debiti milionari accumulati in anni di gestione dissennata; al centro di polemiche per le evidenti inefficienze del servizio; l’Amia è oggetto di diverse indagini: una per truffa, l’altra per due ipotesi di falso in bilancio. Entrambe sono ormai concluse. In tutto i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio di 36 persone, tra operai fannulloni, dirigenti compiacenti e vertici accusati di avere truccato i conti.

 

Il tutto mentre sulle scrivanie della Procura si accumulano le carte di altri filoni di inchiesta: quello sugli appalti irregolari e sui dipendenti assenteisti.

 

 

La ricapitalizzazione dell’Amia, votata in mattinata dal Pdl e dall’Udc in consiglio comunale (Mpa e il centro sinistra si sono astenuti) prevede la cessione all’ex municipalizzata del 49% delle quote azionarie dell’Amg,

azienda del gas di Palermo, pari a 64 milioni di euro, del terreno di Bellolampo dove si trova l’ex poligono di tiro militare pari a 11 milioni di euro, e di palazzo La Rosa e palazzo delle Ferrovie per 21 milioni di euro. In totale la ricapitalizzazione dell’azienda che si occupa della raccolta e del conferimento dei rifiuti a Palermo ammonta così a 96 milioni di euro.

"La ricapitalizzazione dell’Amia, dice il capogruppo del Pdl al consiglio comunale Giulio Tantillo – è un atto di grande responsabilità e di fondamentale importanza con cui si può evitare il fallimento dell’azienda. Il presidente dell’Amia, Gaetano Lo Cicero, può ora presentare tranquillamente tutte le carte e le garanzie necessarie al tribunale fallimentare che avrebbe dovuto decidere il 20 gennaio prossimo del futuro dell’ex municipalizzata".

"E’ stata una votazione – continua Tantillo – resa possibile dalla presentazione ieri stesso della relazione del perito. Una piacevole sorpresa che ci ha permesso di votare durante la notte la manovra". Ai 96 milioni della ricapitalizzazione si aggiunge l’adeguamento del contratto di servizio pari a 7,5 milioni di euro e la riscossione da parte dell’Amia dei crediti nei confronti degli Ato e di altri enti morosi.