Ignazio Panzica

Ormai, è rivolta quasi generalizzata dei palermitani contro il vicesindaco Francesco Scoma che ha pervicacemente voluto la chiusura del traffico veicolare imposta all’intera cittadinanza su tutto il territorio urbano, domenica scorsa per giunta il giorno di San Valentino. Dopo la Confcommercio di Roberto Helg e la Confartigianato di Nunzio Reina, ma anche le proteste dei ristoratori, dei fiorai, dei gestori di cinema e teatri, oggi la polemica approda tra i consiglieri comunali.

Oggi, “apre il fuoco” per primo Davide Faraone, capogruppo Pd a Sala delle Lapidi: “Sull’emergenza traffico non si può continuare a procedere con interventi tampone. La decisione di chiudere l’intera città al traffico veicolare, come è stato fatto domenica scorsa, o di continuare nel riproporre le targhe alterne, sono i classici provvedimenti di chi non sa più che pesci prendere per fronteggiare l’emergenza smog. I variopinti provvedimenti adottati dalla Giunta Cammarata ormai non si contano più. E hanno avuto tutti, come unico comune denominatore, il fallimento”.

“Sono passati due anni dal fallimento delle Ztl – incalza Faraone – e ancora in Consiglio comunale aspettiamo il Put (Piano urbano del traffico, ndr). In materia di centro storico e di isole pedonali i provvedimenti devono contraddistinguersi per un loro carattere strutturale; ma serve il Put. Ormai è chiaro che a questa amministrazione manca la capacità di affrontare quei problemi che hanno assunto nel tempo il carattere di “straordinarietà”.

“D’accordo sul Put, che da anni attendiamo invano di poter esaminare in Consiglio comunale – attacca Manfredi Agnello, capogruppo del Pdl Sicilia – ma qui ancora prima manca una concezione politica di cosa fare sul traffico auto veicolare a Palermo. La capacità di basare una programmazione su atti razionali, che abbiano per basi valutazioni scientifiche ed il consenso dei cittadini. E’ sbagliato continuare con  provvedimenti estemporanei, per giunta al di fuori di una programmazione degli stessi, che va fatta con preavvisi datati mesi prima per consentire alla gente ed agli imprenditori di poter pianificare i loro impegni futuri”.

“L’articolo 7 del Codice della strada parla chiaro – prosegue Agnello – non possiamo continuare a far finta di non vedere l’attuale illegalità vigente in città in materia di zone blu. La norma è chiara, ad ogni zona blu di stallo (sosta di parcheggio) deve corrispondere una pari ed adiacente, a libero uso dei cittadini utenti. Mi chiedo, dove esistono oggi le strisce blu la legge viene rispettata”.

“Mesi or sono avevo presentato delle idee alla amministrazione comunale – spiega Agnello – anzitutto quella di chiudere e pedonalizzare il centro città da piazza Croci a piazza Verdi, con accesso controllato e facoltà di sosta solo ai residenti, come accade in tutto il resto del mondo. Giungendo ad emettere il provvedimento finale e l’indicazione dei suoi confini esatti, solo dopo un lungo periodo di sperimentazione graduale, durante il quale siano valutati gli effetti degli stessi esperimenti e chiedendo il consenso dei cittadini. Del resto, si tratta di un metodo già sperimentato con successo nel passato, a partire dalla prima area pedonale realizzata in centro (via Principe di Belmonte)”.

“Affrontando il tema della chiusura intelligente e funzionale del centro città, rivedendo la politica dei parcheggi – conclude Agnello – senza far prevalere gli interessi di privati come l’Apcoa, abolendo i nodi del traffico che generano ogni giorno ingorghi inestricabili e tanto nuovo smog, si potrà procedere alla redazione di un adeguato Put,,funzionale a migliorare il quotidiano vivere civile dei cittadini, contrastando alla radice la produzione insensata dello smog. Ma per fare ciò, ci vuole un sindaco ed una Giunta di livello, che purtroppo oggi non esistono nella nostra città”.