Il mondo delle imprese e’ ancora predominio assoluto degli uomini, tanto che la parita’ uomo-donna ”resta ancora un mito”. A decretare il gap e’ l’ultimo Report del World economic forum che piazza l’Italia nella posizione poco lusinghiera di circa meta’ classifica a livello internazionale, compresa tra Vietnam (dove regna piu’ uguaglianza) e Tanzania. L’Italia e’ al 72/o posto su 134 paesi, in peggioramento l’anno scorso rispetto al 67/o posto del 2008. Peggio di noi in Europa si classificano solo Grecia (86/a) e Malta (89/a). L’altra faccia della medaglia riguarda pero’ le alte posizioni occupate dalle donne nelle imprese e in particolare quella di amministratore delegato. In questo caso la posizione dell’Italia si ribalta drasticamente. Contro una media mondiale di poco meno del 5%, il nostro Paese si attesta all’11%, sotto Finlandia (13%) e Norvegia (12%), che, con l’Islanda, registrano il livello di uguaglianza maggiore. A livello internazionale i risultati dell’indagine su 600 societa’, pubblicata in occasione dell’8 marzo, rappresentano il fatto che il mondo aziendale non sta facendo abbastanza per raggiungere l’uguaglianza.
"Il riconoscimento e la valorizzazione dei significativi risultati raggiunti dall’impegno femminile nel mondo del lavoro, della famiglia e in tutti i campi del vivere insieme sottolineano l’importanza dell’apporto di qualita’ e competenza offerto dalle donne allo sviluppo e al progresso del nostro paese". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, nella ricorrenza dell’8 Marzo cogliendo l’occasione per rivolgere altresi’ un "sincero pensiero di ringraziamento alla forza, al coraggio, alla creativita’ di tutte le donne italiane".
”Passi significativi -ha proseguito il presidente del Senato- sono stati compiuti per assicurare misure idonee a garanzia di una piu’ incisiva presenza nella vita economica, sociale e culturale delle donne e per garantire al nostro paese il loro insostituibile e prezioso contributo. Tuttavia, ancora molto deve essere fatto. Occorre ribadire con forza l’impegno di tutti contro ogni fenomeno di violenza e discriminazione sociale di cui purtroppo ancora molte donne risultano vittime”.
”Una parita’ effettiva -ha concluso il presidente Schifani- passa attraverso la rimozione decisa di queste forme gravi di ingiustizia, unica garanzia perche’ possa pienamente realizzarsi il dettato costituzionale in tema di pari opportunita’ ed eguaglianza sostanziale tra i sessi”.
