Stefania Brusca

"Finalmente il centrosinistra unito intorno alla candidatura di Rita Borsellino. Leoluca Orlando sceglie il progetto, sceglie Palermo, sceglie di appoggiare Rita Borsellino e cita Martin Heidegger e Bertolt Brecht", scrive Pippo Russo segretario provinciale dell’Idv sul suo blog.

 

"C’è un tempo per ogni cosa – continua Russo – come recita anche la Bibbia, e la storia ed il tempo si rispettano. Parole di chi guarda lontano e non si volta indietro, per restare sempre lo stesso non ripetendo, però, sempre le stesse cose. Il centrosinistra, quello vero, aperto al mondo che c’è oltre il sacro recinto dei partiti, finalmente offre a Palermo, la città più importante in cui si andrà a votare tra qualche mese, unità e coesione intorno alle discriminanti etiche e politiche che Orlando ed Italia dei Valori avevano dichiarato irrinunciabili. Niente inciuci e patti scellerati, nè al primo, nè all’eventuale secondo turno, con Lombardo e con chi, con responsabilità dirette di governo, unitamente a Cammarata e al centrodestra, ha in questi dieci anni devastato Palermo e reso i palermitani tristi e mortificati. Un impegno formale che i candidati alle primarie dovranno sottoscrivere. Solo così abbiamo potuto recuperare primarie vere. Sembrava un sogno riunire il centrosinistra, quasi impossibile. C’è un solo lato oscuro che getta, apparente contraddizione, luce sull’intera scena. Quella parte del PD che ha rotto traumaticamente il centrosinistra in Sicilia, alleandosi al governo della Regione con l’avversario alle elezioni del 2008, uno dei peggiori presidenti che l’Isola abbia mai avuto, non sostiene Rita Borsellino, ma decide di appoggiare alle primarie un giovane esterno, che s’è prestato, per regolare i conti dentro il partito e porre nel nulla l’accordo unitario e trasparente faticosamente raggiunto".

 

"Questa parte del PD filogovernativo – conclude Russo -  vuole cementare l’abbraccio con Lombardo e i cosiddetti moderati, trascinando dentro tale abbraccio soffocante e mortale anche Palermo. Resta una riflessione amara da fare. Si parla tanto della necessità di fare spazio alle nuove generazioni, giusta in astratto. Ma che dire quando, in concreto, i giovani in campo si rivelano finti giovani, perchè sostenuti dalla vecchia politica e da politici navigati legati ai giochi di palazzo e alla sotto cultura del favore, mentre i meno giovani sono quelli che ci garantiscono con il loro coraggio, la loro storia e voglia di futuro, dagli inciuci con personaggi impresentabili e dalla politica concepita e praticata come clientelismo e mera spartizione di poltrone? C’è di che meditare".