Alessandro Bisconti

(Carlo Mangano) Potrebbe essere una sorta di previsione del futuro ma forse, più semplicisticamente, una ovvia deduzione frutto di una presa d’atto del continuo frenetico lavoro dei e per banchieri messo in cantiere un po’ in tutta l’Europa e nel mondo calpestando ogni idea, anche remota, del sociale….. perché non dovrebbe essere così qui in Italia ? Superfluo argomentare sull’idiozia mediatica veicolata da Napolitano (anche i ceti meno abbienti devono contribuire a salvare l’Italia…) ma anche tante altre di vari illuminati, in relazione alla truffa spacciata per un parto di equità di una manovra finanziaria che colpisce esclusivamente i meno abbienti e tutta quella fascia di dipendenti pensionati che una volta svolgevano un ruolo importante nel far girare il volano economico di questa Italietta.

 

In questo contesto dettato da falsità veicolata mediaticamente, si continua a dire che tutto viene posto in essere per il benessere della collettività mentre di fatto tutto è funzionale a rimettere in sesto i conti delle banche, nello specifico, italiane.

 

Di fatto i grandi gruppi, in particolare Unicredito è a dir poco a pezzi dal 2007 quando saltarono veramente fuori i danni di certi titoli su cui si speculava solamente e che sottostante avevano il debito e la truffa….Fu il periodo in cui le banche, o meglio i banchieri, pur di guadagnare persero di vista anche la fondamentale legge che regola gli investimenti, quella del più guadagni più rischi, per intenderci. Oggi i buchi, ripeto in particolare di Unicredito che ha speculato direttamente ed indirettamente con le partecipazioni bancarie all’estero soprattutto dell’Est, sono enormi, e non volutamente quantificabili (Profumo parlò di 22,4 miliardi).

 

E qui entra quasi trionfante la perversa logica dell’Articolo 18 …Ma secondo voi qual’é il motivo per cui rappresentanti di questo governo di banchieri e affiliati quasi si strappano le carni e le vesti per sostenere che è di vitale importanza per l’economia l’abolizione dell’Art. 18 ? Intendiamoci, il famigerato Art.18 non garantisce il lavoro a fannulloni e intrallazzini sostenere ciò equivale a diffondere una notizia menzogna (come accade in questi giorni con incredibile forza mediatica ma anche in malafede come in ultimo nell’odierno Editoriale di Maurizio Belpietro) ma che come tutte le bugie, ripetute mille volte, diventano verità; per i lavoratori furbi lavativi ci sono le leggi che consentono di licenziare.

 

Di fatto l’Art.18 sostiene il rispetto verso coloro che collaborano e contribuiscono lealmente alla crescita delle loro aziende, ponendoli al riparo da un ipotetico, ma oggi più che probabile, Far West del mondo del lavoro. Non è una battuta sostenere che con l’abolizione dell’Art. 18 sarà possibile sostituire una segretaria di 60 anni con due da 30…. E quindi le banche cosa c’entrano ?? Sembrerebbe un’esagerazione, ma in Italia le VERE aziende maggiormente interessate dall’art. 18 e alla sua soppressione sono proprio loro che a bocce ferme dichiarano complessivamente circa 15/18.000 esuberi. Una volta eliminato l’art 18 provate ad immaginare e soffermarvi sulla la portata del fenomeno che interesserebbe, una volta libere le Banche da ogni freno, non meno di 30.000 esuberi. Non a caso sono continui i richiami di questi giorni attorno ad un ormai improponibile posto fisso che diventa un “capriccio” di mammoni (ma perché?, forse lo ha vietato il dottore ?), e ciò, paradossalmente, in un contesto in cui del mondo del lavoro tutto si può dire fuorché dinamico….

 

Ricordo quando ero ragazzo e mi incazzavo quando la Mafia lasciava qualcuno a terra ammazzato e mia nonna, saggiamente, benchè allora non percepito il senso, diceva Carlo “u sangu è baggianu”(Carlo il sangue è baggiano, ovvero vistoso troppo evidente per non vederlo). Come sempre accade quando si è adolescenti e comunque impulsivi e pieni di ideali che stanno in cielo e fanno perdere di vista la terra e i fatti concreti, non capivo che un morto a terra facesse notizia e riempisse i giornali per giorni e giorni, mobilitando oggi anche le TV, mentre delle migliaia di morti civili creati immolando la/e nazione/i all’altare dei banchieri non ne parla nessuno (cfr Grecia).

 

A breve in questa italietta avremo, come se non bastasse, altri 30.000 dipendenti (quindi famiglie) sul lastrico, che riceverebbero dallo Stato elemosine rivenienti dai maggiori ammortizzatori sociali auspicati dal Napolitano,  per far felici e contenti, e sempre più ricchi e potenti, i banchieri. Sostanzialmente ancora una volta si aiuterebbero i banchieri gravando la comunità sia delle nuove anarchiche normative di lavoro che dei costi dei risparmi degli Istituti di Credito (ndr ammortizzatori sociali). C’è un ulteriore “piccolo” problema: se tutta questa gente fosse composta da idraulici, muratori etc… questi in qualche modo reinventerebbero per se un qualunque lavoro alternativo mentre 30.000 bancari possono solamente o suicidarsi, e suicidare i propri cari, finire in manicomio o, ipotesi assolutamente verosimile, porre in essere azioni delittuose. Preferirei tornasse Mussolini che, fra infantilismo, superficialità ma anche genialità, quantomeno era una persona corretta e si occupava, al di là delle personali visioni politiche, della gente e delle sue esigenze, più in generale dell’importanza che riveste il sociale che oggi, paradossalmente, ci viene descritto da questi governanti come nemico dei popoli e quindi da abbattere…….