(essepi) La notizia è che Camillo Oddo, vice Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, uomo tollerante e cauto, si è arrabbiato di brutto. Non è la metamorfosi kafkiana, di Gregor Samsa che diventa uno scarafaggio, né il dottor Jekyll che si trasforma in Mr Hyde, ma nemmeno l’irritazione passeggera e distratta di chi ne ha viste di tutti i colori. Camillo Oddo giudica insopportabili, ingiuste, irrispettose, le critiche che il senatore Enzo Bianco muove al PD ed al suo gruppo dirigente. “Voglio staccarla io la spina, ma a Enzo Bianco”, protesta Oddo. “Il dissenso è sacrosanto, ma il dileggio è inaccettabile. Il partito deve occuparsene, Bianco viole le più elementari regole democratiche e statutarie. Accetti il suo ruolo di minoranza e faccia la sua parte senza mettere in discussione l’onorabilità di coloro che lavorano per il Pd ed hanno una storia trasparente di lotta per la legalità”. E aggiunge, fuori dalla grazia di Dio: “Non accetto lezioni d’antimafia da lui e da alcun altro. Impari a rispettare il partito, evitando di gettare fango addosso a tutti nel tentativo di fare prevalere le sue scelte. Che non sono, allo stato quelle del partito”.
Abbiamo capito, onorevole Oddo, il senatore l’ha fatta arrabbiare…
“Non è facile riuscire a farmi arrabbiare, Bianco c’è riuscito. Vogliono impartirci lezioni d’antimafia. E chi sarebbe il maestro?”.
Il Pd si sarebbe dissanguato sul sostegno a Raffaele Lombardo. E’ questo che sostiene il senatore Bianco.
“Dovrebbe rispettare ciò che hanno fatto persone oneste e diligenti nel partito e per il partito. Se non c’è più in sella in Sicilia Berlusconi e Romano, non è certo merito di Bianco. Non ha speso una parola, non ha assunto alcuna iniziativa, non ha mosso una virgola per destrutturare il vecchio sistema di potere, del quale ci lamentavamo tutti, anche lui”.
Vi chiede di chiudere con Lombardo.
“Vuole che non l’abbia capito? E’ un mantra. Per raggiungere questo scopo spara a raffica ogni giorno. Fuoco amico? Forse sarebbe il caso di definirlo fuoco nemico a questo punto”.
Perché tanta costanza, tenacia, aggressività?
“Questo linguaggio demolitore è una ignominia. Buttare fango su tutto e tutti è profondamente scorretto ed è ora di finirla. Ci rispetti, come noi rispettiamo lui e quelli che non la pensano come noi. Chiederò un intervento deciso degli organismi di partito preposti. Sono dinamiche catanesi che hanno fatto perdere di vista le cose serie: ciò che si è fatto nel settore dell’energia, dei rifiuti, della sanità, nella semplificazione amministrativa. Le alleanze e la partecipazione al governo sono state decise a Palermo e a Roma. E’ proprio da Roma che ci suggerivano di mettere in piedi un governo politico, e noi abbiamo decelerato per rafforzare lo spirito di coalizione e creare le condizioni di un’alleanza elettorale…”.
Riflettiamo sulla vicenda giudiziaria. Ci sono delle novità. Quanto incideranno sul quadro politico e sul governo della Regione, sulla stessa Assemblea?
“Quale novità? Per un anno le novità sono arrivate dalle indiscrezioni della stampa, alcune delle quali risultate infondate, come le manette a Lombardo. Una palese violazione del segreto istruttoria. Ora le indagini si sono concluse e lo stato di indagato, riferito ogni giorno per un anno dai giornali, è stato formalizzato. Il rinvio a giudizio non c’è stato, il Presidente della Regione ha a sua disposizione venti giorni per le sue controdeduzioni. Ricordo altresì a me stesso che l’ex Procuratore D’agata ebbe a precisare che non emergevano elementi tali da suggerire il rinvio a giudizio. Stando a quel che si legge e si dice, pare che sia successo il finimondo, che sia stata emessa la sentenza all0’ultimo grado di giudizio”.
Quale sarebbe l’atteggiamento giusto? Quali le decisioni politiche da assumere, le cose da fare? Il Pd deve attendere o agire?
“Si è speculato su vicende già note. Dobbiamo rifarci al nostro codice etico, il codice etico del Pd. Il nostro statuto non ritiene candidabili coloro che sono rinviati a giudizio per gravi reati, prevede la sospensione dei dirigenti o parlamentari (che poi diviene autosospensione). Il Pd aveva deciso il da farsi quando si scelse il sostegno al governo tecnico. Sapevamo anche allora che l’inchiesta era in corso e che Lombardo era indagato. Non basta il fuoco amico per cambiare le cose”.
La sua valutazione personale sul caso giudiziario qual è?
Spetta ai magistrati dare un giudizio, ritengo che occorra fare attenzione per tante ragioni. Mi domando se si debba rimuovere la cultura garantista o usarla a corrente alternata. Su questo, il partito è netto. Rimanda alla responsabilità accertata. Ma la mia irritazione è provocata da altro…”
Che cosa, onorevole Oddo?
“L’insopportabile sottovalutazione di ciò che si è fatto in Sicilia, del ruolo avuto dal Pd. E’ un atteggiamento politico stupido, dannoso. Se si voterà con il voto confermativo alle prossime consultazioni, lo si deve al Pd o no? Finora si organizzavano listarelle di comodo per dare una mano a sindaci e presidenti. Agli elettori abbiamo restituito un diritto che era stato tolto. Abbiamo cambiato il quadro politico e affrontato grossi problemi, il Pd ne esce bene. Ne uscirebbe meglio se il senatore Bianco non si fosse assunto il compito di demolire il suo partito e inquinare la sua immagine. Siamo a un punto limite. Io non ci sto”.
Oddo, vice presidente Ars, contro Bianco”Non rispetta nessuno, demolisce il Pd. L’antimafia non si fa con le chiacchiere”
15 aprile 2011 - 13:48
Salvatore Parlagreco
