Ma se lo meritano i palermitani un sindaco premuroso e beneaugurante come Cammarata? Penso proprio di no. Poverino, lo giudicano male perché, nel tempo, i “soliti comunisti alla Helg” gli hanno ritagliato addosso tutta una serie di arbitrari stereotipi, per cui è stato descritto come: egocentrico, fannullone e assenteista, uno sprezzante menefreghista. Noi possiamo dimostrarvi che non è vero, anzi vi riveliamo come concorra seriamente con Santa Rosalia nel compito, quasi impossibile, di proteggere la città dalla “mala sorte”.
Diciamo subito che il sindaco non ha digerito la bocciatura della “manovra di assestamento di bilancio” del 30 novembre scorso. Mica, però, perché l’ha vissuto come un voto politico di “sfiducia” della maggioranza del Consiglio comunale, come va cianciando in giro il capogruppo dell’Mpa Mimmo Russo. Infatti, il sindaco se ne frega di questi 50 personaggi “ in cerca di autore” di Sala delle Lapidi, che si atteggiano a prima autorità istituzionale e rappresentativa dei palermitani. Anzi, ci tiene, appena può, a farglielo sapere e, “per non sapere né leggere né scrivere”, ha deciso che con loro non ci parlerà mai più. Chiuso. In Consiglio ci sono personaggi esaltati e pretestuosi, come appunto Mimmo Russo. “Un demagogo” che ha contribuito in modo determinante alla bocciatura della manovra finanziaria del 30 novembre, predisponendo più di mille emendamenti e parlando in aula per alcune ore. Un signore, assolutamente ignorante di cosa sia il governo di una città, che ha fatto un casino epocale per sponsorizzare interventi sociali insignificanti: per l’assistenza ai malati di cancro e tumore, l’assistenza domiciliare agli handicappati gravi, quella ai bambini “a rischio”, ed altre attività pari compassionevoli. Che, in paesi civili come gli Usa, la Polonia o l’Albania, la gente se li vuole, se li paga o li finanzia di tasca sua. Insomma, Russo è uno degli esponenti di quel complotto politico che congiura per “rendere triste” la città.
Così, il sindaco ha preso il toro per le corna. E l’11 dicembre ha fatto riunire la giunta comunale, sotto la presidenza del suo collaborativo vicesindaco Scoma. Facendo votare loro la delibera numero 275, intitolata: “Prelevamento dal fondo di riserva e variazioni contabili del Piano esecutivo di gestione 2009/11". E vediamo se la città a Natale e Capodanno resterà al buio, avrà pensato il sindaco, godendosi la sua rivalsa. Et voilà la Giunta ha partorito una mini-manovra finanziaria per un totale di 1 milione ed 889 mila euro. Tre le forti motivazioni, amministrative: dare all’Amia un milione e 239 mila euro per la pretriturazione dei rifiuti a Bellolampo; 26 mila euro per straordinari ed indennità per quelli della protezione civile del Comune; 50 mila per l’ufficio legale municipale. In realtà, il sindaco ha avuto, così, l’occasione di “trovare”, pure, 300 mila euro per l’albero di Natale di 14 metri, il noleggio di luminarie ed addobbi natalizi per il centro città, 50 mila euro per il concerto comunale del 1° gennaio 2010, 40 mila euro per acquisto panettoni e giocattoli, e poco meno di centomila euro a sua insindacabile disposizione per ingaggiare bande musicali, l’acquisto di targhe e coppe, il rimborso di sue spese di rappresentanza e l’organizzazione di cocktail.
Ma veniamo al punto cruciale della vicenda che pone Cammarata alla pari di Santa Rosalia: come e dove li ha presi questi soldi dal bilancio bloccatogli dal Consiglio comunale? Ma dal fondo di riserva della giunta, sia del 2009, che da quello per il 2010; è la risposta. Un funzionario comunale ed un assessore cattolico hanno provato ad obiettare che quei soldi, di solito, si tengono a disposizione sino all’ultimo dell’anno per poter far fronte ad eventuali calamità o terremoti, cose imprevedibili insomma. E’ stato in quel momento, allora, che il sindaco si è erto in tutta “la sua statura”, dando prova concreta, per intanto, del fatto che lui all’Università la materia “Statistica” l’aveva pur data. “E’ statisticamente provato – ha spiegato a quei due incolti – che disastri naturali come quello di Belmonte Chiavelli, ne possono capitare appena due all’anno. E sono già capitati. Ergo, da qui al 31 dicembre, non ne possono capitare più. Quindi possiamo spendere, senza soverchie preoccupazioni, questi benedetti soldi del fondo di riserva”. Stupefacente! Speriamo che almeno gli sia riconosciuto il merito di avere bloccato, personalmente, sino al prossimo 31 dicembre ogni possibilità di accadimento di nuovi disastri naturali, risparmiando lavoro e fatiche ulteriori alla povera Santa Rosalia.
Purtroppo, Cammarata ha la croce dell’esistenza di questo Mimmo Russo che ieri ha deciso di ricorrere subito al Tar per chiedere una immediata sospensiva della delibera numero 275, con l’accusa che il sindaco avrebbe previsto per l’ultimo scorcio del 2009 la spesa di soldi destinati al sociale ed altri obbligatori e più importanti servizi istituzionali. Insomma, parrebbe che quello che ha fatto la Giunta, non lo potesse fare. Contestazione, che parrebbe sia confortata, pure, da una minuta nota del ragioniere generale che, dopo aver pur apposto il visto di legittimità alla delibera di fine anno numero 275, ha poi fatto notare che con un pari importo si sarebbero potute coprire altre spese di bilancio ritenute “inderogabili ed indifferibili”. Il sindaco, avvilito da tanta miopia, non gli ha neanche risposto. Tanto, stavolta è certo che la propaganda “dei comunisti alla Helg” non riuscirà a fare velo alla soddisfazione, sicura, dei palermitani, contentissimi che anche, in quest’anno di grande crisi, ci sarà ancora il maxi-albero di Natale a piazza Politeama. Per non parlare di via Libertà piena di luminarie e degli addobbi natalizi in centro. Nessuno – è certo il sindaco- vorrà prestare attenzione a queste quisquiglie così amate da Russo. Del resto, sui giornali cittadini e siciliani non si leggono più da giorni critiche o appunti di questo tipo al Sindaco. Dunque, ciò che dice Russo non può che essere pretestuoso, e pure falso. O no?
