Salvatore D'Anna

All’Assemblea regionale siciliana stanno cominciando a preparare caffè e generi di conforto. Anche qualche stufetta, viste le temperature gelide che si sentono tra gli antichi corridoi di Palazzo dei Normanni, dove i termosifoni non esistono e l’umido certe sere ti si attacca alle ossa. Qualche deputato regionale, quelli delle province più lontane da Palermo, dovrebbe approfittare di questo fine settimana per salutare i cari. Chissà quando li potrà rivedere. Sì, perché da martedì quello che attende i parlamentari siciliani è un vero e proprio tour de force. Sedute fiume fino all’alba, ore piccole anche il sabato e la domenica, di solito giorni in cui il Palazzo reale assomiglia al deserto dei Tartari.

 

Sedute il week-end, cosa mai vista, almeno non in questa legislatura, una delle meno brillanti di sempre dal punto di vista produttivo. E’ questo il piano del presidente dell’Ars Francesco Cascio, che ha deciso di stringere i tempi per approvare entro fine mese il bilancio regionale. Il 31 marzo, infatti, scade l’esercizio provvisorio. Prima però c’è da varare la legge sui rifiuti, ferma ancora all’articolo 8. Nelle intenzioni di Cascio l’assemblea dovrà approvarla entro martedì notte, in una seduta fiume che comincerà alle 16, e poi passare al bilancio, in vista di una possibile approvazione entro martedì 30.

 

I documenti finanziari, però, pur essendo da alcune sedute all’ordine del giorno, sono in realtà fermi in commissione Bilancio. Cascio spera che entro giovedì prossimo i deputati, che ancora aspettano di vedere il testo del governo, trovino la quadra. A quel punto, passate le 24 ore successive, Cascio intende convocare l’aula sabato 27 e domenica 28, in modo da approvare tutto entro il 30 marzo. “Ho già preso questa decisione – dice il presidente dell’Ars – e la comunicherò la prossima settimana ai gruppi”. I parlamentari, infatti, non sono stati messi al corrente del “Cascio-pensiero”, se non a mezzo stampa. Si annuncia una riunione dei capigruppo infuocata. Tutto passerà da lì. Riuscirà il presidente a convincere i parlamentari siciliani al super lavoro prima di Pasqua? Roba da mission impossible.