Salvatore Parlagreco

Se “Fare futuro” è il pensatoio finiano, e “Il Secolo d’Italia” il quotidiano ufficiale dell’ex AN, Generazione Italia, la nuova nata, avrà il compito di offrire un luogo fisico e politico per arricchire il dibattito interno al Pdl secondo il vangelo democratico e repubblicano di Gianfranco Fini.

 

Non più solo Fondazione e giornale, non più “area” culturale o corrente (di fatto), come accade in Sicilia, dove Fabio Granata e Carmelo Briguglio reggono il fronte finiano su un terreno alternativo (hanno contribuito con Miccichè e Lombardo a fare nascere il terzo governo Lombardo. Lasciando il Pdl e l’Udc all’opposizione), ma- assai probabilmente – sedi, circoli, gruppi di opinione.

 

Il percorso dei finiani si caratterizza ogni giorno di più per la sua diversità. Generazione Italia sembra una risposta, tempestiva e di segno opposto ai Promotori della Libertà, promossi dal premier ed affidati a Michela Brambilla, attuale ministro del Turismo. I Promotori, per volontà del Cav, rispondo al presidente del Consiglio e solo a lui, hanno il compito di andare nelle piazze e nei luoghi di aggregazione per “sostenere” le ragioni della libertà e gli interessi di Silvio Berlusconi.

 

Rappresentano l’ala movimentista del Pdl, legata al Leader e sua diretta emanazione. Una iniziativa che, di fatto, non ha nulla a che vedere con il partito e i suoi organi dirigenti. Allo stesso modo, Generazione Italia, promossa da Italo Bocchino, vice capogruppo Pdl alla Camera, nasce per mettere in circolo le idee, i progetti messi in campo, illustrati e proposti dal Presidente della Camera.

 

Se i promotori della Libertà sembrano rimanere nel solco delle strategie berlusconiane (vicine a quelle aziendali, come ricorda la stessa definizione), Generazione Italia vuole essere, a quanto pare, una incubatrice di idee e progetti. Non un partito che combatte in piazza, ma un partito che si confronta, discute ed elabora le tesi della destra moderna e democratica.

 

Non è uno strappo, ma è sicuramente un altro elemento di divaricazione fra i due fondatori del Pdl, che non hanno proprio niente in comune, nemmeno il modo di rappresentare il partito all’esterno e creare gli strumenti di crescita.

 

Così spiega l’iniziativa il vicepresidente dei deputati del Pdl Carmelo Briguglio: “’Generazione Italia’ sarà un mondo vitale che si ispira alla visione politica del presidente della Camera ed è destinata ad arricchire il Pdl che oltre la forma-partito e’ un arcipelago aperto e liberale dove aree diverse, forti della loro specificità, interagiscono in una dialettica dinamica la cui sintesi politica e culturale è affidata a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini”.

 

”Un progetto di segno repubblicano ed europeo che scende sul terreno della politica pensata in grande e come sestante per le difficili scelte della prassi quotidiana di un grande soggetto politico che ha la responsabilità del governo del Paese. Una costruzione politica -sottolinea Briguglio- che vuole dare un contributo di rinnovamento alla democrazia italiana".